Differenze tra le versioni di "André Gide"

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edizione unica; -doppione
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(edizione unica; -doppione)
*Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce. (da ''Se il grano non muore'')
*Non si avverte la propria [[catena]] quando si segue spontaneamente colui che trascina; ma quando si comincia a resistere e a camminare allontanandosi, si soffre molto. (da ''La porta stretta'')
*Non si può nello stesso tempo essere sinceri e sembrare tali. (da ''L'immoralista'')
*Peccato è tutto ciò che oscura l'anima. (da ''La sinfonia pastorale'')
*Se si potesse recuperare l'intransigenza della gioventù, la cosa che ci indignerebbe maggiormente sarebbe il vedere quello che siamo diventati. (da ''I falsari'')
 
==''L'immoralista''==
===Edizione 1995===
*Bisogna lasciare la [[ragione]] agli altri perché questo li consola del non avere altro.
*Il [[futuro]] toglie incanto all'ora presente più di quanto il presente non tolga l'incanto al passato.
*Che cos'è il racconto della felicità? Solamente ciò che la prepara, o ciò che la distrugge si può raccontare.
*Non posso pretendere che gli altri abbiano le mie virtù. È già molto se ritrovo in essi i miei [[Vizio|vizi]].
*Le più belle opere degli uominidell'uomo sono ostinatamente dolorosepiene di dolore.
===Edizione 1902===
*Non si può nelloallo stesso tempo essere sinceri e sembrare tali. (da ''L'immoralista'')
*Le più belle opere degli uomini sono ostinatamente dolorose.
*Non si può essere sincero ed insieme apparirlo.
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
*André Gide, ''Incontri e pretesti'', Bompiani, 1945.
*André Gide, ''L'immoralista'', traduzione di M. Giovannini, Guaraldi, 1995.
*André Gide, ''L'Immoraliste'', Mercure de France, 1902.
 
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