Enrico Mayer: differenze tra le versioni

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*Quale è il primo assioma che proclama la Legge ? ''La Legge non ammette ignoranza''. - Come! la legge è il gran vincolo della società, la legge non soffre che alcuno ignori i suoi ordini e i propri doveri, e intanto si lasciano i più senza i mezzi di apprenderli? - La legge aggrava la mano punitrice su colui che la infranse, nè si arresta alle grida del misero , che protesta non aver saputo d'infrangerla ; - anzi a colui che fin dall'infanzia abbandonato a sè stesso, e senza il freno di alcun salutare insegnamento, seguitò impunemente il sentiero del tacito vizio, dove la legge non guarda, per entrar poi sulla via del delitto, ove la legge il coglie e punisce: a questo sciagurato cui tolse dal petto ignoranza ogni sentimento di morale ogni distinzione del giusto e dell'ingiusto, dice la legge : ''Io non ammetto ignoranza''? Eh! chi non sente che queste parole suonano in simil caso come feroce ironia?... Eppure la legge dee proferirle, perchè altrimenti chi più le andrebbe soggetto?... Ma d'altra parte la sentenza che cade su quell'infelice, e su tante altre vittime della propria abjezione, ricade col tempo su quelli, che posti in più alto grado sociale, trascurarono di educare i loro sventurati fratelli.
*I veri passi di un popolo debbono appunto misurarsi in ragione inversa delle distanze morali e civili fra le varie classi de' cittadini. Passò tempo che le superiori tenevano le altre in servitù. Alla fatica dello stupido schiavo è succeduta l'opera dell' intelligente artigiano ; al pane concesso per mantenere un braccio servile è subentrato il premio dovuto all'impiego di libera mano; e l'orgoglio della ricchezza e del sangue soffre la nobil fierezza dell'industria e del merito. — Assicurato un tal passo, ogni altro successivo accresce la reciproca dipendenza delle classi sociali. Con ogni vicendevol bisogno formasi un vincolo nuovo , e alla unione fondata sull' utilità materiale altra ne vien dietro appoggiata su relazioni morali. Queste ben ordinate reagiscono sui vari rami della pubblica prosperità; tutti sentono che hanno in questa un punto comune di contatto, uno scopo comune di azione, un tesoro comune da tutelare ; e così stringesi finalmente indissolubil legame negli ordini della intera nazione. Felice il popolo che giunge a sì bella unione!
*Il bisogno di asili per teneri bambini sta nella infermità della nostra natura. Dai tanti pericoli che circondano i nostri primi anni ci può solo difendere l'amorosa cura de' genitori, e se questi non possono obbedire alle sue leggi, che sarà del fanciullo? - Egli si troverà in condizione più trista di quella dell'orfano, perchè a questo provvede la pubblica pietà, mentre di quello nissun si prende pensiero.
*Se si rifletta alla potenza delle prime impressioni dell'infanzia, e delle rimembranze che vi si associano; se si calcoli l'influenza che le prime abitudini esercitano sulle disposizioni dell'anima, e sulla direzione della vita, si comprenderà facilmente che l'educazione de' primi anni, o la mancanza di questa, decide spesso di tutta l'esistenza. Abbiasi dunque ancora pietà della sventura di que' genitori, la cui situazione li condanna riguardo a' loro figli ad una negligenza che può condurre ai risultamenti più funesti, non solo per essi, ma per la società a cui appartengono.
 
 
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