Differenze tra le versioni di "Carlo Goldoni"

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===''Gli uccellatori''===
<center>Piazza di villa con veduta in prospetto del palazzo della Contessa, ed abitazioni villareccie dai lati.<br>PIEROTTO ''con la stanga in spalla, e gabbie da quaglia in mano, con dentro i quagliotti;'' TONIOLO ''con fascio di reti in spalla e gabbie in mano con uccelli da richiamo;'' CECCO ''con civetta e solito bastone per la medesima e fascio di vimini vischiati per uccellare''.</center>
<poem>'''Tutti tre'''
Andiamo, compagni,
Che spunta l’auroral'aurora;
Dee andar di buon’orabuon'ora
Chi vuole uccellar.</poem>
 
===''I due gemelli veneziani''===
<center>Camera di Rosaura.<br>ROSAURA ''e'' COLOMBINA, ''tutte due alla tavoletta, che si assettano il capo''.</center>
''''Ros.''' Signora Colombina garbata, mi pare che l’obbligol'obbligo suo sarebbe, prima di mettersi in tante bellezze, di venire ad assettare il capo alla sua padrona.<br>
'''Col.''' Signora, l’obbligol'obbligo mio l’hol'ho fatto: vi sono stata dietro due ore ad arricciarvi, frisarvi e stuccarvi: ma se poi non vi contentate mai, e vi cacciate per dispetto le dita ne’ne' capelli, io non vi so più che fare.
 
===''I malcontenti''===
'''Lucietta''' Siora madre.<br>
'''Margarita''' Fia<ref>Figlia.</ref> mia.<br>
'''Lucietta''' Deboto<ref>Or'ora.</ref> xè fenìo<ref>È finito; servendo per sempre, che il xè in veneziano vuol dire “è”"è". “est”"est".</ref> carneval.<br>
'''Margarita''' Cossa diseu, che bei spassi, che avemo abuo<ref>Avuto.</ref>?
 
===''Il cavaliere di buon gusto''===
<center>Camera del conte Ottavio.<br>''Il conte'' OTTAVIO ''in veste da camera e parrucca, sedendo ad un tavolino, leggendo un libro''.</center>
'''Ott.''' Convien poi dire, che in questo secolo piucché mai fioriscono gl’ingegnigl'ingegni peregrini in Italia. Questo libro è sì bene scritto, ch’ioch'io lo reputo testo di lingua<ref>Le opere del Conte [[Gasparo Gozzi]].</ref>, e in oggi certamente pochi Italiani scrivono in questo stile. Questo sogno è un capo d’operad'opera, e il dialogo fra il calamaio e la lucerna è una cosa molto graziosa. Ma il sole principia a riscaldare la terra. Or ora verranno visite; non voglio lasciarmi trovare in quest’abitoquest'abito di confidenza. Chi vuole esiger rispetto, deve anche in casa propria prendersi qualche piccola soggezione. Chi è di là?
 
===''Il cavaliere di spirito ovvero La donna di testa debole''===
 
===''Il conte Caramella''===
<center>Cortile chiuso con porta in prospetto per dove entrano i vendemmiatori.<br>CECCO, ''capo de’de' Contadini vendemmiatori'', DORINA ''e'' GHITTA ''con cestelli d’uvad'uva vendemmiata''.</center>
<poem>'''Coro''' Bel godere il dolce frutto
Delle rustiche fatiche;
Bel veder le piaggie apriche
D’uveD'uve sparse rosseggiar.</poem>
 
===''Il conte Chicchera''===
<center>Camera in casa di Madama.<br>LUCREZIA, IPPOLITO, MADAMA LINDORA, ''Don'' FABRIZIO ''e'' CAVALLINA</center>
<poem>'''Lucr.''' Serva, Madama.
'''Mad.''' Serva, signori.
Ognuno ti strapazza,
E par che sol tu sia
La cagion d’ognid'ogni danno.
Oh di stolto pensier brutale inganno!</poem>
 
 
===''Il frappatore''===
<center>Sala nella locanda dell’Aquiladell'Aquila.<br>ELEONORA ''e'' COLOMBINA</center>
'''Col.''' Compatitemi, signora, se entro in un proposito in cui non ci dovrei entrare; ma l’amorel'amore che ho concepito per la vostra persona, mi obbliga a farlo.<br>
'''Eleon.''' Cara Colombina, conosco che siete una buona giovine, e ho piacere nel trattenermi con voi. So che voi vorreste conoscermi, e che vi svelassi l’esserl'esser mio e le mie contingenze, ma questa è l’unical'unica cosa, da cui vi prego di dispensarmi.
 
===''Il geloso avaro''===
<poem>'''Pet.''' Signor, se trattenersi le aggrada in questo loco,
A casa il mio padrone dee ritornar fra poco.
'''Gud.''' L’aspetteròL'aspetterò. Frattanto, per non starmi ozioso,
Datemi qualche libro.
'''Pet.''' Lo vuol serio, o giocoso?</poem>
Un autor di commedie, un uom che ha tanto sale,
Che con le sue facezie fa rider tutto il mondo,
Co’Co' propri amici in casa non sarà poi giocondo?</poem>
 
===''Il mondo alla roversa o sia le donne che comandano''===
 
===''Il poeta fanatico''===
<center>Camera d’Ottaviod'Ottavio.<br>OTTAVIO ''al tavolino'', ELEONORA, FLORINDO, ROSAURA ''e'' LELIO, ''tutti a sedere''.</center>
'''Ott.''' Signori miei, la nostra nuova accademia si va a gran passi avanzando, e spero sarà ella fra poco annoverata fra le primarie d’Europad'Europa, e darà motivo d’invidiad'invidia e d’emulazioned'emulazione alle più rinomate. Voi mi avete onorato del titolo di principe dell’accademiadell'accademia, ed io non mancherò con tutto il possibile zelo di contribuire all’avanzamentoall'avanzamento di essa. Signor Florindo, ecco la vostra patente.
 
===''Il povero superbo''===
'''Dott.''' La prego io, signor Conte, che ho degli affari alla Curia.<br>
'''Con.''' Che mi comanda il signor Dottor Melanzana?<br>
'''Dott.''' Voleva renderle conto di quel che ieri s’ès'è fatto per la causa di don Eraclio.
 
===''Il ricco insidiato''===
===''Il tutore''===
<center>Camera di Rosaura.<br>ROSAURA ''e'' CORALLINA, ''che lavorano''.</center>
'''Cor.''' Questa tela è molto fina, non vi è dubbio ch’ellach'ella vi scortichi le carni.<br>
'''Ros.''' Il signor Pantalone mi vuol bene, me l’hal'ha comprata di genio.<br>
'''Cor.''' Certamente è una bella fortuna per voi, che siete senza padre, aver un tutore tanto amoroso.<br>
'''Ros'''. Mi ama, come se fossi la sua figliuola.
===''Il vero amico''===
<center>Camera in casa di Lelio.<br>FLORINDO ''solo passeggia e pensa, poi dice''.</center>
'''Flor.''' Sì, vi vuol coraggio: bisogna fare un’eroicaun'eroica risoluzione. L’amiciziaL'amicizia ha da prevalere, e alla vera amicizia bisogna sagrificare le proprie passioni, le proprie soddisfazioni, e ancora la vita stessa, se è necessario. Ehi, Trivella. (''chiama'')
 
===''Il viaggiatore ridicolo''===
 
===''Ircana in Julfa''===
<center>Viale de’de' platani con veduta della città di Julfa con porta e ponte levatore. Sole che spunta<br>IRCANA ''in abito virile sopra un sedile erboso, che dorme fra i platani''. BULGANZAR ''che passeggia a poca distanza''.</center>
<poem>'''Bulganzar''': Quanto aspettar dovremo, che a Julfa apran le porte?
Quest’ariaQuest'aria sul mattino pizzica troppo forte.
Per me poco mi cale, che ho le membra indurate;
Quest'aria in sul mattino pizzica troppo forte.</poem>
'''Sig'''. Mi sono ristretto più che ho potuto. Ecco qui, due facciate di lettera.<br>
'''Sanc.''' Per ora ho poca volontà di sentirlo.<br>
'''Sig'''. Compatisco infinitamente Vostra Eccellenza: un cavaliere nato fra le ricchezze, allevato fra gli agi, pieno di magnifiche idee, soffre mal volentieri gl’incomodigl'incomodi. (Tutto ciò vuol dire ch’eglich'egli è poltrone). (''da sé'')<br>
'''Sanc.''' Scrivete al Segretario di Stato, che mi duole il capo; e con un complimento disimpegnatemi dallo scrivere di proprio pugno.
 
===''L'Amante Cabala''===
<center>LILLA ''e'' FILIBERTO</center>
<poem>'''Lilla''' Resti, resti, e non s’incomodis'incomodi.
'''Filib.''' Vuò venir; questo è il mio debito.
'''Lilla''' Nol permetto, in verità.
'''Ros.''' Caro don Alonso, vi supplico a ritirarvi.<br>
'''Alon.''' Perché, adorata Rosaura, mi allontanate da voi?<br>
'''Ros.''' Perché temo d’essered'essere da mio padre sorpresa.<br>
'''Alon.''' Il signor Pantalone è un uomo saggio e ben nato. Sa ch’ioch'io sono un uffiziale d’onored'onore, né può rimproverarvi perché io stia in vostra conversazione.
 
===''L'amore artigiano''===
'''Aur.''' Non vi è la soprascritta. Hanno detto che tu lo dessi a me?<br>
'''Ber.''' A lei propriamente.<br>
'''Aur.''' Bene, io l’apriròl'aprirò. Ritirati.<br>
'''Ber.''' Mi ritiro.
 
===''L'avvocato veneziano''===
<center>Camera dell’avvocatodell'avvocato in casa di Lelio, con tavolino, scritture, calamaio ed una tabacchiera sul tavolino medesimo.<br>ALBERTO ''in veste da camera e parrucca, che sta al tavolino scrivendo, e guardando libri e scritture; poi'' LELIO</center>
'''Alb.''' Me par impossibile che el mio avversario voggia incontrar sto ponto<ref>''Ponto'' è lo stesso che ''articolo''.</ref>. La rason xe evidente, la disputa è chiara, e l’articolol'articolo xe dalla legge deciso.<br>
'''Lel.''' Signor Alberto, che fate voi con tanto studiare? Prendete un poco di respiro; divertitevi un poco. Non vedete che il sol tramonta? Sono quattr’orequattr'ore che siete al tavolino.<br>
'''Alb.''' Caro amigo, se me volè ben, lasseme studiar; sta causa la me preme infinitamente.<br>
'''Lel.''' Sono otto giorni che non si fa altro che parlare di questa causa. Un uomo del vostro sapere e del vostro spirito dovrebbe a quest’oraquest'ora esserne pienamente in possesso.
 
===''L'erede fortunata''===
<center>Camera in casa di Pancrazio, con varie sedie.<br>PANCRAZIO, OTTAVIO, DOTTORE, FLORINDO ''ed un'' NOTARO, ''tutti a sedere, e'' TRASTULLO ''in piedi'.</center>
'''Panc.''' Signor Dottore, adesso si leggerà il testamento del quondam signor Petronio vostro fratello, e se voi sarete l’eredel'erede, o se voi sarete il tutore di Rosaura sua figlia, son pronto a darvi tutto, fino a un picciolo. Egli è morto in casa mia, ma è morto in casa di un galantuomo. Siamo stati compagni di negozio, e ci siamo amati come due fratelli. Gli sono stato fedele in vita, gli sarò fedele anche dopo morte; e mi scoppia il cuore nel pensare che il cielo mi ha tolta la cosa più cara che aveva in questo mondo. Signor notaro, apra il testamento e lo legga.
 
===''L'impostore''===
 
===''L'incognita''===
<center>Campagna, e si vede l’auroral'aurora che va dilatandosi.<br>ROSAURA ''e'' FLORINDO</center>
'''Ros.''' Oh Dio! Florindo, dove mi conducete voi?<br>
'''Flor.''' Andiamo, e non temete. Un calesse ed un cavallo ci aspettano. Voi salirete in calesse con Colombina, io a cavallo vi seguirò, e fra un’oraun'ora al più saremo in luogo sicuro.<br>
'''Ros.''' Ah, l’onorl'onor mio vi sia a cuore!
 
===''L'ippocondriaco''===
 
===''L'isola disabitata''===
<center>Spiaggia marittima nel litorale dell'Isola con navi in qualche distanza, e varie feluchette vicine, dalle quali sbarcano ROBERTO, VALDIMONTE, GARAMONE, PANICO, CAROLINA, GIACINTA, MARINELLA, ''Artefici, Marinari e Soldati''.</center>
<poem>'''Coro pieno''' Che bel piacere dal mare infido
Scender contenti sul caro lido!
===''L'uomo prudente''===
<center>Notte. Camera di Beatrice, con tre tavolini e sedie, candelieri con candele accese, e sei tazze di tè.<br>BEATRICE ''a sedere al tavolino di mezzo''. LELIO ''a sedere accanto di lei''. DIANA ''a sedere al tavolino a parte sinistra''. OTTAVIO ''a sedere presso di lei''. ROSAURA ''a sedere al tavolino a parte dritta''. FLORINDO ''accanto di lei. Tutti bevendo il tè''.</center>
'''Beat.''' Signor Lelio, sentite com’ècom'è grazioso questo tè.<br>
'''Lel.''' Non può essere che grazioso ciò che viene dispensato da una mano, ch’èch'è tutta grazia.<br>
'''Beat.''' Voi sempre mi mortificate con espressioni di troppa bontà.<br>
'''Lel.''' Il vostro merito eccede qualunque lode. Poh! che peccato! Un vecchio di sessant’annisessant'anni ha da possedere tanta bellezza nel core degli anni suoi!
 
===''La bancarotta''===
===''La buona moglie''===
<center>Camera in casa di Bettina.<br>BETTINA ''a sedere, che fa le calze e sta cullando un bambino, poi'' MOMOLA.</center>
'''Bett.''' (''Cullando canta'') Sto putelo no vol dormir. No so cossa mai che el gh’abiagh'abia. No gh’hogh'ho mai un’oraun'ora de ben. Uh, quanto che stava megio da maridar! Almanco dormiva i mi soni, laorava co ghe n’avevan'aveva vogia, e andava a spasso co voleva. Me recordo che el me lo diseva el sior Pantalon, mio missier: Betina, magnerè el pan pentio. Oh! lo magno, lo magno. No credeva mai che Pasqualin me avesse da far sta cativa vita. Malignaze le cative pratiche! No gh’ègh'è caso: sto putelo no vol dormir. Momola. (chiama) Adesso vita mia, sangue mio, te farò far la papa, sa, caro. Momola. Momola. Anca sì che sta frasconazza xe sul balcon! Momola.
 
===''La burla retrocessa nel contraccambio''===
E pur lo provo al cor.
Ditemi voi, pastore,
Che cosa sia l’amorl'amor.</poem>
 
===''La castalda''===
'''Col.''' Paggio, fatemi un piacere, datemi quelle spille.<br>
'''Pagg.''' Volentieri, ora ve le do. (''le va a prendere da un tavolino'')<br>
'''Col.''' Non vi è cosa che mi dia maggior fastidio, quanto il far le scuffie. Poche volte riescono bene. La mia padrona è facile da contentare; non è tanto delicata, ma se va in conversazione, subito principiano a dire: Oh, donna Eularia, quella scuffia non è alla moda. Oh, quelle ale sono troppo grandi! La parte diritta vien più avanti della sinistra. Il nastro non è messo bene; chi ve l’hal'ha fatta? La cameriera? Oh, che ignorante! Non la terrei, se mi pagasse. Ed io non istarei con quelle sofistiche, se mi facessero d’orod'oro.
 
===''La diavolessa''===
Ma parliam sotto voce, che se qualcun ci sente,
Quando il vecchio è svegliato, gliel dice immantinente.
È ver ch’eglich'egli mi crede, è ver che, qual io soglio,
Posso dargli ad intendere quelle bugie ch’ioch'io voglio,
Ma avendo la famiglia acerrima nemica,
Voglio schivar, s’ios'io posso, di far questa fatica.</poem>
 
===''La donna di governo'' (Dramma Giocoso)===
===''La donna volubile''===
<center>Camera di Rosaura.<br>ROSAURA, ''vestita pomposamente, a sedere ad un tavolino collo specchio in mano''.</center>
'''Ros.''' Questa scuffia mi sta malissimo; non si confà niente all’ariaall'aria del mio viso; mi fa parer brutta. Se viene il signor Florindo, e mi vede con questa scuffia, non mi conosce più. Oh, non mi servo mai più di questa scuffiara! Gran disgrazia è la mia! Ho cambiato più di trenta scuffiare; tutte per un poco mi servono bene, e poi cambiano la mano e mi servono male. Questa scuffia non la voglio assolutamente. Ehi, donne, dove siete? Dove siete, donne?
 
===''La donna vendicativa''===
===''La figlia obbediente''===
<center>Camera in casa di Pantalone.<br>ROSAURA ''e'' BEATRICE</center>
'''Ros.''' Venite, amica, venite. Son sola, son malinconica, ho bisogno d’und'un poco di compagnia.<br>
'''Beat.''' Spero io essere venuta ad iscacciare la vostra malinconia.<br>
'''Ros.''' Avete da raccontarmi qualche graziosa cosa?<br>
===''La finta ammalata''===
<center>Bottega di speziale.<br>AGAPITO ''sedendo e leggendo i foglietti''. TIBURZIO ''dentro al banco. Dottor'' MERLINO ''e'' TARQUINIO, ''che giuocano a sbaraglino''.</center>
'''Agap.''' Oh, chi l’avessel'avesse mai detto, che l’imperatorl'imperator della China avesse a sposare la figlia del re del Mogol!<br>
'''Tarq.''' Il signor Agapito non pensa altro che alle novità, e lascia la spezieria in mano de’de' suoi garzoni. (''giuocando'')<br>
'''Agap.''' Buono, buono: faranno lega offensiva e difensiva. Signor dottore. (''forte verso Merlino'')<br>
'''Merl.''' Che cosa c’èc'è? (''giuocando'')<br>
'''Agap.''' Signor dottore. (''più forte'')<br>
'''Merl.''' Che cosa volete?<br>
===''La putta onorata''===
<center>Camera del Marchese.<br>Il marchese Ottavio in veste da camera al tavolino scrivendo e la marchesa Beatrice in abito di gala.</center>
'''Ott.''' Sì signora, v’hov'ho inteso; lasciatemi scrivere questa lettera.<br>
'''Beat.''' Questa sera vi è la conversazione in casa della Contessa.<br>
'''Ott.''' Ho piacere. ''Amico carissimo''. (''scrivendo'')<br>
<poem>'''Tamas''' Non mi annoiare, Alì: son dal dolore oppresso;
Odio gli altrui consigli, odio perfin me stesso.
L’oppioL'oppio, che pur sai, quanto suole alterar gli spirti,
Nulla giovommi; oh pensa... Vanne; non voglio udirti.</poem>
 
 
===''La vedova scaltra''===
<center>''Notte''<br>''Camera di locanda con tavola rotonda apparecchiata, sopra cui varie bottiglie di liquori con sottocoppa e bicchieretti, e due tondi con salviette, candelieri con candele''.<br>MILORD RUBENIF, MONSIEUR LE BLAU, DON ALVARO, IL CONTE DI BOSCO NERO.<br>''Tutti a sedere alla tavola rotonda, con bicchieri in mano pieni di vino, cantando una canzone alla francese, intuonata da Monsieur Le Blau, e secondata dagli altri, dopo la quale''</center>
'''Mon.''' Evviva la bottiglia, evviva l’allegrial'allegria.<br>
'''Tutti.''' Evviva.<br>
'''Con.''' Questo nostro locandiere ci ha veramente dato una buona cena.<br>
<center>Camera de siora Giulia.<br>''Siora'' GIULIA ''che laora de merli. Siora'' TONINA ''in zendà. Siora'' ORSETTA ''che fila della bavella, e siora'' CHIARETTA ''che fa bottoni''.</center>
'''Ton.''' Cara siora Giulia, la compatissa se son vegnua a darghe incomodo.<br>
'''Giu.''' Oh siora Tonina, cossa disela! La m’ham'ha fatto una finezza a vegnirme a trovar. Gh’avevaGh'aveva tanta voggia de véderla.<br>
'''Ton.''' De diana! No la se degna mai de vegnirme a trovar.<br>
'''Giu.''' Oh cara siora! se la savesse. No gh’hogh'ho el fià che sia mio. Sempre fazzo, sempre tambasco<ref>''Opero''.</ref>, o intorno de mi, o intorno de mio mario; sempre ghe xe da far, no me fermo mai. No è vero, putte? Adesso ho tiolto suso el ballon<ref>''Cuscino sul quale lavorano le donne''.</ref> per divertimento. Oh cara siora Tonina! Cento volte ho dito de vegnir da ela, e no ho mai podesto. No è vero, putte?
 
===''Le donne vendicate''===
 
===''Memorie per l'istoria della sua vita e del suo teatro: rivedute e corrette''===
Nacqui a Venezia l’annol'anno 1707, in grande e bella abitazione situata tra il ponte di Nomboli e quello di Donna Onesta, al canto di via di Cà Cent’anniCent'anni, nella parrocchia di San Tommaso.<br>
Giulio Goldoni, mio padre, era nato nella medesima città: tutta la sua famiglia però era di Modena. Carlo Goldoni mio avo fece i suoi studi nel famoso collegio di Parma.
 
Perdonate a muè man presontion.
'''Graz.''' Lei è sempre padron. Sol mi dispiace
Che m’ham'ha trovata in abito indecente.</poem>
 
===''Pamela maritata''===
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