Differenze tra le versioni di "Carlo Goldoni"

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[[Immagine:Carlo Goldoni.jpg|thumb|Carlo Goldoni]]
'''Carlo Goldoni''' (1707 – 1793), drammaturgo, scrittore e librettista italiano.
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==Citazioni di Carlo Goldoni==
*Tutto il mio [[piacere]] consiste in vedermi servita, vagheggiata, adorata. Questa è la mia debolezza, e questa è la [[debolezza]] di quasi tutte le donne.
 
===Citazioni sulsull'opera===
*Dal pensiero all'azione non v'è in Mirandolina, soluzione di continuità. Pensare vuol dire fare; e sarà timida e vergognosa, suadente e rispettosa, franca ed ingenua, disinvolta e spiritosa; e poi e poi... il resto verrà. ([[Gerolamo Bottoni]])
*[...] gli uomini non hanno imparato nulla dalle disgraziate vicende del cav. Ripafratta – nemmeno il Goldoni – né nulla mai impareranno. ([[Gerolamo Bottoni]])
*''Gl'innamorati'' non vivono del rapporto dei due protagonisti con l'ambiente e i personaggi che li circondano, come accade alle altre opere goldoniane. Tutta l'azione si svolge all'interno di loro stessi, del loro modo di amarsi e insieme di ferirsi, di lasciarsi e di perdersi. Mai prima di questa commedia, neppure in un capolavoro assoluto come ''La locandiera'', Goldoni aveva indagato con tanta acutezza sulla passione amorosa, senza per questo rinunciare minimamente agli aspetti comici o umoristici che scaturiscono anche dagli amori più travagliati e più inquietanti. ([[Giovanni Antonucci]])
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
== Citazioni su Carlo Goldoni ==
===''Amor contadino''===
<center>Vasta campagna arativa, sparsa di vari fasci di grano mietuto. In lontano colline deliziose, ingombrate d'alberi e vigneti, con caduta d'acque, che formano un vago rivo, sopra il quale si vedono degli alberghi villerecci.<br>TIMONE, GHITTA, LENA, CIAPPO, FIGNOLO, ''tutti distesi al suolo dormendo, appoggiati ai fasci di grano. Villani e Villanelle sparsi per le colline''.</center>
<poem>'''Tim.''' Oh dolcissimo ristoro (svegliandosi)
Delle membra affaticate!
S'è dormito, ed al lavoro
Tempo è ormai di ritornar.
Su, svegliatevi.
Su, rialzatevi.
Ritornate a faticar.</poem>
 
===''Amor fa l'uomo cieco''===
<center>Città.<br>LIVIETTA ''in abito di Cittadina e'' MINGONE</center>
<poem>'''Liv.''' Vi sto ben?
Vi comparisco?
Eh, che ti par? (''al Servidore'')
Benché nata contadina,
Non sto ben da cittadina?
Non è ver?
Oh, lo credo; non giurar.</poem>
 
===''Amore in caricatura''===
<center>Giardino pensile.<br>''Madama di'' CRACCHÈ, ''Monsieur de la'' COTEROTI, ''il Marchese'' CARPOFERO, ''il Cavaliere'' TRITOGANO, ''il Conte'' POLICASTRO</center>
<poem>'''Mons.''' Vi presento, madam di Cracchè,
Quest'anemolo colto da me,
E con esso vi dono il mio cor.
Ah che viva, che viva l'amor!</poem>
 
===''Arcifanfano re dei matti''===
<center>Campagna deliziosa con collina amena in prospetto, adornata di vari alberetti; e da un lato veduta della Città, con porta che introduce nella medema.<br>ARCIFANFANO ''sotto un trono capriccioso. Due Pazzi, suoi ministri, al tavolino scrivendo; ed altri Pazzi serventi''.<br>Tutti gli altri sei Pazzi, uomini e donne, stanno sedendo, sparsi per la collina sotto gli alberetti; e due Pazzi stanno a' piedi della collina, ascoltando quello che loro dicono.<br>''Li sei Pazzi cantano come segue:''</center>
<poem>''a due'' Vogliamo l'Arcifanfano
Signor della città.
Veniam per esser sudditi
Noi pur di sua Maestà.</poem>
 
===''Aristide''===
<center>Cortile reale con fontana.<br>ARISTIDE ''e'' CARINO ''che dorme''.</center>
<poem>'''Aris.''' Sei amor, sei timor, tu che mi guidi
Nell'empia reggia a riveder la sposa?
Mille della sua fede
Prove mi dié. Ma prigioniera oppressa,
Temo che la sua fé non sia la stessa.
Scoprasi dunque... Ma che miro! Al suolo
Prosteso il servo mio riposa in pace?</poem>
 
===''Gli amanti timidi''===
<center>ARLECCHINO ''solo''.<br>Ripulisce un abito disteso sopra un tavolino ch'è ben innanzi, e facendo le sue incombenze, parla come segue:</center>
'''Arl.''' Dise el proverbio: ''o servi come servo, o fuggi come cervo'': no voggio ch'el me patron s'abbia da lamentar de mi. Ghe piase la pulizia, e amo anca mi la nettìsia. E po el xe cussì bon, ch'el merita de esser servio de cuor. Qualche volta el par un pochetto fantastico; ma un omo che xe innamorà, el gh'ha delle ore bone e delle ore cattive. (''porta l'abito sull'altro tavolino, e prende il cappello per ispazzarlo'') So mi, che brutta bestia che xe l'amor.
 
===''Gli amori di Zelinda e Lindoro''===
<center>Camera con un grande armadio nel fondo, due porte laterali aperte che poi si chiudono; ed un tavolino da una parte, ad uso di segretario, col bisogno da scrivere, e sedie.<br>'''Fabrizio''' ''solo''.</center>
Ah! Ci scommetterei la testa che Zelinda e Lindoro si amano segretamente. Li vedo troppo attaccati, e credo, se mal non ho inteso, si abbiano dato l'appuntamento di trovarsi qui insieme. Ecco la ragione, per cui costei mi disprezza, che altrimenti, se Lindoro è segretario, io son mastro di casa, e tutti due serviamo onorevolmente lo stesso padrone, ed ella, quantunque dia ad intendere di esser nata signora, è obbligata, come me, a nutrirsi di pane altrui, ed a servire da cameriera... Ma... Eccoli a questa volta. Vo' chiudermi in quest'armadio, e scoprire, se posso, i segreti loro. Se ne vengo in chiaro, se si amano veramente, non son Fabrizio, se non mi vendico. (''si chiude nell'armadio'')
 
===''L'adulatore''===
<center>DON SANCIO ''a sedere'', DON SIGISMONDO ''in piedi''.</center>
'''Sig'''. Eccellenza, ho formato il dispaccio per la Corte. Comanda di sentirlo?<br>
'''Sanc.''' È lungo questo dispaccio?<br>
'''Sig'''. Mi sono ristretto più che ho potuto. Ecco qui, due facciate di lettera.<br>
'''Sanc.''' Per ora ho poca volontà di sentirlo.<br>
'''Sig'''. Compatisco infinitamente Vostra Eccellenza: un cavaliere nato fra le ricchezze, allevato fra gli agi, pieno di magnifiche idee, soffre mal volentieri gl’incomodi. (Tutto ciò vuol dire ch’egli è poltrone). (''da sé'')<br>
'''Sanc.''' Scrivete al Segretario di Stato, che mi duole il capo; e con un complimento disimpegnatemi dallo scrivere di proprio pugno.
 
===''L'Amante Cabala''===
<center>LILLA ''e'' FILIBERTO</center>
<poem>'''Lilla''' Resti, resti, e non s’incomodi.
'''Filib.''' Vuò venir; questo è il mio debito.
'''Lilla''' Nol permetto, in verità.
'''Filib.''' Se comanda, io resto qua.</poem>
 
===''L'amante di sé medesimo''===
<center>Camera in casa di don Mauro<br>''Il'' CONTE DELL'ISOLA ''ed il signor'' ALBERTO.</center>
<poem>'''Con.''' Un'ora star con voi solo, amico, mi preme.
Berrem, se non vi spiace, la cioccolata insieme.
'''Alb.''' Sior sì, la cioccolata, per bona che la sia,
Par che la riessa meggio bevuda in compagnia.
Che vuol dir, a proposito, sior Conte mio patron?
No la la beve al solito ancuo in conversazion?
'''Con.''' Mi sento stamattina lo stomaco indigesto.
Gli altri la bevon tardi; noi la berrem più presto.</poem>
 
===''L'amante militare''===
<center>Camera in casa di Pantalone.<br>ROSAURA ''e don'' ALONSO, ''ambi a sedere''.</center>
'''Ros.''' Caro don Alonso, vi supplico a ritirarvi.<br>
'''Alon.''' Perché, adorata Rosaura, mi allontanate da voi?<br>
'''Ros.''' Perché temo d’essere da mio padre sorpresa.<br>
'''Alon.''' Il signor Pantalone è un uomo saggio e ben nato. Sa ch’io sono un uffiziale d’onore, né può rimproverarvi perché io stia in vostra conversazione.
 
===''L'amore artigiano''===
<center>Piazzetta con varie case e botteghe ancora chiuse.<br>''Vedesi appena l'alba, e a poco a poco si va rischiarando''. ROSINA ''apre la finestra e si fa vedere; poi'' ANGIOLINA ''fa lo stesso nell'abitazione sua dirimpetto a quella della'' ROSINA; ''poi'' GIANNINO ''viene di strada, suonando il chitarrino e cantando''.</center>
<poem>'''Ros.''' (''Apre la finestra e si fa vedere'')
Bella cosa gli è il vedere
Spuntar l'alba in sul mattino:
Ma se passa il mio Giannino,
Fugge l'alba e spunta il sol.</poem>
 
===''L'amore paterno''===
<center>ARLECCHINO ''in abito da campagna, e'' SCAPINO</center>
'''Scap.''' Oh oh, signor Arlecchino, ben tornato dalla campagna.<br>
'''Arl.''' Com'èla, Scapin? Cossa vol dir? Mi te credeva ancora in Italia. Per che rason et tornà a Parigi?<br>
'''Scap.''' Oh bella! il signor Stefanello non mi ha mandato a Venezia per accompagnare a Parigi il signor Pantalone di lui fratello?<br>
'''Arl.''' E ben? Stefanello è morto. Pantalon non ha più da venir a Parigi, e ti ti averessi fatto meio a restar in Italia. (Costù no lo posso soffrir; so che una volta l'aveva delle pretension sora Camilla).
 
===''L'apatista''===
<center>''Il Cavaliere e don Paolino.''</center>
<poem>'''Paolino''': Cavalier, perdonate, se pria non son venuto
D'affetto e d'amicizia a rendervi un tributo.
'''Cavaliere''': Sempre caro mi siete. De' cari amici miei,
Per tempo o lontananza, scordarmi io non saprei.
Se vengono a vedermi, ne ho piacer, ne ho diletto;
Serbo lor, se non vengono, il medesimo affetto;
Stessero i mesi e gli anni a favorirmi ancora,
Quando mi favoriscono son grato a chi mi onora.</poem>
 
===''L'Arcadia in Brenta''===
<center>Camera terrena in casa di messer Fabrizio.<br>FABRIZIO ''che dorme sopra una poltrona, in veste da camera, e'' FORESTO</center>
<poem>'''For.''' Oh questa sì ch'è bella!
Il padrone di casa
A tutti i Forastieri dà ricetto,
E gli convien dormir fuori del letto.
Con questa bell'Arcadia
Ei si va rovinando, ed io che sono
Da questo sciocco economo creato,
Or che manca il denar, son imbrogliato.</poem>
 
== Citazioni su Carlo Goldoni ==
*''A te, porgente su l'argenteo Sile | Le braccia a l'avo da l'opima cuna, | Ne la festante ilarità senile | Parve la vita accorrere con una || Marïonetta in mano. Al sol d'aprile | Te fuggente la logica importuna | Presago accolse il comico navile | Veleggiando la tacita laguna''. ([[Giosuè Carducci]])
 
==Bibliografia==
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Amor contadino]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''Memorie'', Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Paola Ranzini, Milano 1993.
*Carlo Goldoni, ''La[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm locandieraAmor fa l'uomo cieco]'', in "Tutte le opere", a cura di GerolamoGiuseppe BottoniOrtolani, CarloI SignorelliClassici EditoreMondadori, Milano 19341955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Amore in caricatura]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Arcifanfano re dei matti]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Aristide]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''Gl'innamorati'', Newton Compton, Roma 1994.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Gli amanti timidi]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm Gli amori di Zelinda e Lindoro]'', in "Commedie scelte", Volume Terzo, 4a edizione, Edoardo Sonzogno Editore, Milano, 1890.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'adulatore]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'Amante Cabala]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'amante di sé medesimo]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'amante militare]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'amore artigiano]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'amore paterno, o sia La serva riconoscente]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'apatista o sia L'indifferente]'', in "I capolavori", a cura di Giovanni Antonucci, Newton Compton Editori, 1992.
*Carlo Goldoni, ''[http://www.liberliber.it/biblioteca/g/goldoni/index.htm L'Arcadia in Brenta]'', in "Tutte le opere", a cura di Giuseppe Ortolani, I Classici Mondadori, 1955.
*Carlo Goldoni, ''La locandiera'', a cura di Gerolamo Bottoni, Carlo Signorelli Editore, Milano 1934.
*Carlo Goldoni, ''Memorie'', Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Paola Ranzini, Milano 1993.
 
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