Philip Pullman: differenze tra le versioni

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* {{NDR|Alla domanda: A quale scopo scrive i suoi libri?}} La mia intenzione è raccontare una storia: in primo luogo perché la storia viene da me e vuol essere raccontata. (citato in [http://www.questeoscurematerie.it/content/view/23/40/ Pullman e il cristianesimo])
* La storia narrata dal cristianesimo dà a noi esseri umani un ruolo molto importante, di primo piano. Noi siamo quelli che Gesù è venuto a redimere dalle conseguenze del peccato, che i nostri genitori... be', il resto lo sa. È una storia piena di pathos, e noi siamo proprio al centro, e molto dipende dalle nostre decisioni. È una posizione emozionante in cui trovarsi, ma purtroppo non coincide molto con la versione, ben più convincente, che ci è offerta dall'evoluzione darwiniana; e il resoconto scientifico è intellettualmente molto più persuasivo. Estremamente persuasivo. (citato in [http://www.questeoscurematerie.it/content/view/23/40/ Pullman e il cristianesimo])
*Ma tu pensa ad Adamo ed Eva come una specie di numero immaginario, come la radice quadrata di meno uno; non potrai mai vedere nessuna prova concreta della sua esistenza, ma se la includi nelle tue equazioni potrai calcolare tutta una serie di cose che in sua assenza non si potrebbero neppure concepire. (da ''La bussola d'oro'', pag. 330)
*{{NDR|Alla domanda: Lei ha un "daimon"<ref>Daimon è la manifestazione fisica dell'anima di un individuo nei romanzi di Pullman, vedi [[w:Daimon]]</ref> Mr.Pullman?}} Certo. E, come quello degli [[scrittori]], è una gazza ladra: perché noi rubiamo da tutto e da tutti. (dall'intervista di Fiorella Iannucci,''Il Messaggero'', 27 aprile 2007, p. 22)
*Il mio è un atto d'accusa alla teocrazia, che non sempre è solo religiosa. Non era forse teocratica l'Unione Sovietica di Stalin? Il libro sacro era Il Capitale, il KGB l'Inquisizione, la classe privilegiata il partito. (dall'intervista di Fiorella Iannucci,''Il Messaggero'', 27 aprile 2007, p. 22)
====[[Incipit]]====
Lyra e il suo daimon si mossero nella crescente penombra del salone, bene attenti a restare da un lato, dove non potevano esser visti dalla cucina. Le tre lunghe tavole che correvano da un capo all'altro del salone erano già apparecchiate, con cristalli e argenti scintillanti sui quali si raccoglieva la scarsa luce, e con le panche già sistemate, pronte per accogliere gli ospiti. In alto, nel buio, erano appesi i ritratti dei precedenti Maestri.
 
==== Citazioni ====
*Ma tu pensa ad Adamo ed Eva come una specie di numero immaginario, come la radice quadrata di meno uno; non potrai mai vedere nessuna prova concreta della sua esistenza, ma se la includi nelle tue equazioni potrai calcolare tutta una serie di cose che in sua assenza non si potrebbero neppure concepire. (da ''La bussola d'oro'', pagp. 330)
 
{{NDR|Philip Pullman, ''La bussola d'oro'', traduzione di Marina Astrologo e Alfredo Tutino, Salani}}
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