Differenze tra le versioni di "Gordon R. Dickson"

2 128 byte aggiunti ,  11 anni fa
Aggiunti incipit, tolto stub
(Nuova pagina)
 
(Aggiunti incipit, tolto stub)
[[Immagine: Ddb-266-28-wiki.jpg|thumb|Gordon Dickson alla Minicon del 1974]]
'''Gordon R. Dickson''' (1923 – 2001), scrittore statunitense.
{{indicedx}}
 
==[[Incipit]] di ''Laalcune cosmonave dei ventiquattro''opere==
===''Fratello d'acciaio''===
Dal leggìo improvvisato, posto oltre la parete trasparente della cupola del campo d'atterraggio, il cappellano, con voce fievole ma intensa nell'aria sottile, intonava le meste parole dell'ufficio fune­bre.<br>
Attraverso la doppia trasparenza della cupola e del rivestimen­to in plastica della capsula mortuaria, le truppe nerovestite, pote­vano vedere, disteso docilmente ad un angolo di quarantacinque gradi, il corpo cereo e immobile dell'addetto alla sorveglianza Ted Waskewicz, ormai nella pace della morte.
 
===''K94 chiama Terra''===
Fu guerra violenta, sanguinosa per tutti, sin dal primo momen­to in cui le due astronavi si incrociarono, ad un grado dal piano dell'ellittica e a tre diametri di distanza dal secondo pianeta della stella conosciuta sulle carte astronautiche con il nome di K94. La K94 era una stella del tipo GO; lo stridente richiamo di battaglia del dispositivo d'allarme fece accorrere sedici uomini ai loro posti di combattimento. Questo accadde alle ore tredici, ventun minuti e quattro secondi.
 
===''La cosmonave dei ventiquattro''===
Ben Shore si svegliò. Il lungo e stretto stanzone della baracca, appena illuminato dalla luna, era immerso nel silenzio. Shore aspettò disteso, immobile, che i ricordi riaffiorassero.<br>
A un tratto, gli tornò in mente tutto, con una scossa violenta. Shore s'irrigidì.
 
===''Lo chiamerai «Signore»''===
Come il sole non poteva mancare di sorgere sulle colline del Kentucky, così Kyle Arnam non poteva mancare di svegliarsi. Ci sarebbero state undici ore e quaranta minuti di luce. Kyle si alzò, si vestì, e uscì a sellare il mite cavallo grigio e l'impetuoso stallone bianco. Cavalcò lo stallone, finché il primo impeto tumultuoso non fu uscito dal collo candido e arcuato; e poi condusse entrambi gli animali davanti alla porta della cucina, e li legò alla sbarra. Poi entrò a fare colazione.
 
==Bibliografia==
*Gordon R. Dickson, ''Fratello d'acciaio'', traduzione di Roberto Genovesi, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X
*Gordon R. Dickson, ''K94 chiama Terra'', traduzione di Antonangelo Pinna, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X
*Gordon R. Dickson, ''La cosmonave dei ventiquattro'', traduzione di Bianca Russo, Mondadori, 1980.
*Gordon R. Dickson, ''Lo chiamerai «Signore»'', traduzione di Ugo Malaguti, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X
 
==Altri progetti==
{{interprogetto|w|commons}}
 
{{stub}}
[[Categoria:Scrittori statunitensi|Dickson, Gordon R.]]
[[Categoria:Autori di fantascienza|Dickson, Gordon R.]]
26 785

contributi