Differenze tra le versioni di "Wilbur Smith"

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'''Wilbur Addison Smith''' (1933 – vivente), scrittore zambiano.
 
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Alle fonti del Nilo''===
Due figure solitarie scendevano dalle alte montagne. Indossavano pellicce logore per il viaggio ed elmi di cuoio con i paraorecchi legati sotto il mento per proteggersi dal freddo. Avevano la barba incolta, e il volto segnato dalla fatica. Trasportavano sulle spalle tutti i loro sparuti averi. C'era voluto un viaggio difficile e scoraggiante per raggiungere quel luogo. Anche se stava davanti, Meren non aveva idea di dove si trovassero, e neppure era certo del perché si fossero spinti così lontano. Solo il vecchio che lo seguiva a poca distanza lo sapeva, e non aveva ancora deciso di spiegarglielo.
 
===''Ci rivedremo all'inferno''===
Flynn Patrick O'Flynn cacciava elefanti di frodo. Lo faceva di professione e ammetteva modestamente di essere il migliore sulla costa orientale dell'Africa.<br>
Rachid El Keb esportava pietre preziose, donne per gli harem e per i magnati arabi e indiani, e avorio di contrabbando. Ma lo ammetteva solo con i clienti fidati; per tutti gli altri era un armatore ricco e rispettabile.
 
===''Figli del Nilo''===
Come un serpente che distende sinuoso le sue spire, una fila di carri da combattimento correva lungo la pista tortuosa, scendendo verso il fondovalle. Il ragazzo, aggrappato alla sponda anteriore del carro di testa, alzò gli occhi sulle pareti di roccia che sembravano serrarsi su di loro in una morsa. La pietra scabra era crivellata di fori d'accesso alle tombe antiche, fitte come le celle di un'arnia. Quei pozzi di tenebre lo fissavano come gli occhi implacabili di una legione di ''jinn''. Il principe Nefer Memnone rabbrividì e, con un furtivo segno di scongiuro della mano sinistra, distolse lo sguardo.
 
===''I fuochi dell'ira''===
Tara Courteney non vestiva di bianco dal giorno delle nozze. Il suo colore preferito era il verde, che meglio si adattava ai folti capelli castani.<br>
Tuttavia l'abito bianco tornava a farla sentire una sposa, oggi, tremula e un pò impaurita, ma con un senso di gioia e dedizione profondo. Colletto alto e polsini erano impreziositi da pizzi, i capelli erano stati spazzolati fino a emettere bagliori rosso rubino nella chiarità solare del Capo. Le guance erano accese dall'eccitazione: benché avesse partorito quattro figli, aveva la vita sottile di una vergine.
 
===''Il dio del fiume''===
Il fiume si snodava lento nel deserto, luminoso come una colata di metallo fuso appena sgorgato dalla fonderia. Il cielo era velato dalla foschia e il sole batteva con la violenza del maglio d'un ramaio. Nel miraggio, le colline spoglie che fiancheggiavano il Nilo parevano tremare sotto i colpi.
 
===''Il settimo papiro''===
{{NDR|Wilbur Smith, ''Il dio del fiume'', traduzione di Roberta Rambelli, TEA, 2008}}
L'imbrunire avanzava dal deserto e ombrava di violaceo le dune. Attutiva tutti i suoni come un fitto manto di velluto, e la sera era tranquilla e silenziosa.<br>
Dal punto in cui si trovavano, sulla cresta della duna, potevano scorgere l'oasi e il complesso di piccoli villaggi che la circondavano. Le costruzioni erano bianche, con i tetti piatti, e le palme da dattero svettavano sugli edifici, a eccezione della moschea islamica e della chiesa copta. I due bastioni della fede si fronteggiavano sulle sponde opposte del lago.
 
===''La voce del tuono''===
Quattro anni di viaggio nella foresta, lontano da ogni strada, avevano ridotto i carri a malpartito. Molti raggi e timoni erano stati rifatti con legno dei bushveld; i teloni di copertura avevano tante toppe che la stoffa originale era appena visibile; decimati dai predatori e dalle malattie, i tiri erano ridotti da diciotto a dieci buoi per carro. Tuttavia quella piccola ed esausta carovana trasportava le zanne di cinquecento elefanti: dieci tonnellate d'avorio, il frutto della carabina di Sean Courteney; avorio che, appena arrivato a Pretoria, egli avrebbe convertito in circa quindicimila sterline d'oro.
 
===''Monsone''===
I tre ragazzi, risalendo la forra, sbucarono alle spalle della cappella, così da non farsi scorgere né dalla casa padronale né dalle scuderie. Come sempre li guidava Tom, il maggiore d'età, ma il fratello più piccolo gli stava alle costole e, non appena Tom fu giunto alla prima svolta del ruscello, in un punto che dominava il villaggio, il bambino riprese a protestare.
 
===''Orizzonte''===
Fermi sulla battigia, i tre guardavano la luna, che stendeva sulle acque scure un sentiero di riflessi baluginanti e iridescenti.<br>
«Mancano appena due giorni al plenilunio...» disse Jim Courteney in tono sicuro. «E gli steenbras rossi saranno famelici come leoni», aggiunse, riferendosi ai grandi pesci di profondità che appartenevano alla famiglia dei dentici. Spumeggiando, un'onda risalì la spiaggia fino a lambire le sue caviglie.
 
===''Uccelli da preda''===
La brusca inclinazione dell'albero costrinse il ragazzo ad aggrapparsi al bordo della coffa dov'era accovacciato, sessanta piedi sopra il ponte, mentre la nave virava di bordo e prendeva l'abbrivio col vento in poppa. Era una caravella e si chiamava ''Lady Edwina'', dal nome della madre del ragazzo: una donna che lui ricordava a stento.
 
==Citazioni su Wilbur Smith==
 
==Bibliografia==
*Wilbur Smith, ''IAlle fuochifonti dell'iradel Nilo'', traduzione di CarloGiampiero BreraHirzer, TEA, 2007. ISBN 9788830420960
*Wilbur Smith, ''LaCi vocerivedremo del tuonoall'inferno'', traduzione di PaolaTullia CampioliRoghi, TEA, 19902000. ISBN 8878183660
*Wilbur Smith, ''Figli del Nilo'', traduzione di Lidia Perria, Longanesi, 2001. ISBN 8830416614
*Wilbur Smith, ''I fuochi dell'ira'', traduzione di Carlo Brera, TEA, 1988. ISBN 8878191396
{{NDR|*Wilbur Smith, ''Il dio del fiume'', traduzione di Roberta Rambelli, TEA, 2008}}. ISBN 9788878188754
*Wilbur Smith, ''Il settimo papiro'', traduzione di Roberta Rambelli, TEA, 1995. ISBN 8878186775
*Wilbur Smith, ''L'ultima preda'', traduzione di Carlo Brera, TEA, 1992.
*Wilbur Smith, ''UccelliLa davoce predadel tuono'', traduzione di LPaola PerriaCampioli, LonganesiTEA, 19971990.
*Wilbur Smith, ''Il dio del fiumeMonsone'', traduzione di RobertaLidia RambelliPerria, TEA, 20082001. ISBN 8878188905
*Wilbur Smith, ''Orizzonte'', traduzione di Lidia Perria, TEA, 2003. ISBN 8830419508
*Wilbur Smith, ''Uccelli da preda'', traduzione di L Perria, Longanesi, 1997. ISBN 8878185817
 
== Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Alle fonti del Nilo}}
{{Pedia|Ci rivedremo all'inferno}}
{{Pedia|Figli del Nilo}}
{{Pedia|I fuochi dell'ira}}
{{Pedia|Il dio del fiume}}
{{Pedia|Il settimo papiro}}
{{Pedia|La voce del tuono}}
{{Pedia|Monsone (romanzo)|''Monsone''}}
{{Pedia|Orizzonte (romanzo)|''Orizzonte''}}
{{Pedia|Uccelli da preda}}
 
[[Categoria:Scrittori|Smith, Wilbur]]
 
[[pl:Wilbur Smith]]
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