Differenze tra le versioni di "Patricia Cornwell"

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==[[Incipit]] di alcune opere==
===''A rischio''===
È tutto il giorno che su Cambridge infuriano temporali autunnali, e in serata è previsto un peggioramento. Sotto pioggia, tuoni e lampi, Winston Garano (detto “Win”, o anche “Geronimo”) cammina a passo svelto lungo il lato est dello Harvard Yard.<br>
È senza ombrello e senza impermeabile, ha il completo Hugo Boss e i capelli fradici, e se li sente appiccicati addosso. Le scarpe di Prada sono zuppe e infangate, perché scendendo dal taxi ha messo i piedi in una pozzanghera. Oltre a questo, il tassista lo ha lasciato nel posto sbagliato: non al 20 di Quincy Street, di fronte allo Harvard Faculty Club, ma davanti al Fogg Art Museum. In realtà, l’errore è stato di Win.
 
===''Al buio''===
Win Garano posa due bicchieri di plastica su uno dei tavoli da picnic di fronte alla John F. Kennedy School of Government. È un soleggiato pomeriggio di metà maggio e Harvard Square è piena di gente. Win si siede a cavalcioni su una panchina, accaldato e sudato: ha un completo Armani nero e scarpe di Prada nere, che ha comprato usati. Ha avuto la sensazione che il precedente proprietario fosse morto, perché la commessa dell'Hand Me Ups gli ha proposto quell'abbinamento per novantanove dollari sostenendo che era "praticamente nuovo". E dopo gli ha fatto vedere un'altra serie di abiti, scarpe, cinture, cravatte e persino calzini. Tutti firmati: DKNY, Hugo Boss, Gucci, Hermès, Ralph Lauren.
 
===''Cadavere non identificato''===
6 dicembre 1996<br>
Epworth Heights<br>
Luddington, Michigan
 
Carissima Kay,<br>
sono seduto sulla veranda a guardare il lago Michigan con il vento che mi ricorda che dovrei farmi tagliare i capelli. Ricordo l'ultima volta che siamo venuti qui e ci siamo entrambi dimenticati per un momento prezioso chi eravamo e che cosa dovevamo fare. Kay, ho bisogno che tu mi ascolti.<br>
Se leggi questa lettera, è perché io sono morto.
 
===''Causa di morte''===
Accesi il fuoco e sedetti dirimpetto alla finestra di oscurità che al sorgere del sole avrebbe inquadrato il mare: era l'ultimo mattino dell'anno più sanguinoso che la Virginia ricordasse dai tempi della guerra civile. In vestaglia, nel cono di luce della lampada, sfogliavo le statistiche annuali di incidenti automobilistici, suicidi, risse, sparatorie, accoltellamenti redatte dal mio ufficio, quando, alle cinque e quindici, il telefono si mise a squillare.<br>
L'acquazzone incessante, cominciato all'alba, aveva infierito sui [[giglio|gigli]] riducendoli a nudi steli e sparso foglie sull'asfalto e sui marciapiedi. Rivoli d'acqua correvano per le strade; nei campi da gioco e nei prati si allargavano grandi pozze. Andai a dormire con il sottofondo della pioggia che scrosciava sulle lastre di ardesia del tetto e, mentre la notte sfumava nella nebbia dell'aurora del sabato, feci un sogno orribile. Al di là dei vetri della finestra striati di pioggia apparve un volto livido, dai tratti informi e inumani come quelli delle bambole fatte con le calze di nailon. La finestra era buia quando la sagoma apparve, simile a uno spirito maligno, intenta a scrutare all'interno. Mi svegliai e fissai l'oscurità. Soltanto quando il telefono squillò di nuovo capii cosa mi aveva destato. Trovai la cornetta senza annaspare.<br>
{{NDR|Mondadori, traduzione di Marco Amante}}
 
===''Predatore''===
È domenica pomeriggio, e Kay Scarpetta è nel suo studio alla National Forensic Academy di Hollywood, in Florida. Il cielo è coperto, foriero di tempesta. Di solito, a febbraio, il tempo non è così caldo e piovoso.<br>
Echeggiano colpi di arma da fuoco, qualcuno urla qualcosa che lei non capisce. Nei weekend spesso si tengono esercitazioni in cui gli agenti del reparto operazioni speciali corrono in tuta nera sparando a destra e a sinistra. Nessuno li sente, a parte Kay, che però non ci bada e prosegue nella lettura. Sta esaminando il certificato di salute mentale rilasciato da un coroner della Louisiana a una donna che in seguito ha ucciso cinque persone e dichiara di non ricordare nulla.
 
==Bibliografia==
*Patricia Cornwell, ''CausaA di morterischio'', traduzione di AnnaAnnamaria RusconiBiavasco, Mondadori, 2006. ISBN 8804561742
*Patricia Cornwell, ''Al buio'', traduzione di Annamaria Biavasco, Mondadori, 2008. ISBN 9788804578727
*Patricia Cornwell, ''Cadavere non identificato'', traduzione di Annamaria Biavasco, Mondadori, 2001. ISBN 8804491124
*Patricia Cornwell, ''Causa di morte'', traduzione di Anna Rusconi, Mondadori.
*Patricia Cornwell, ''Il cimitero dei senza nome'', traduzione di Anna Rusconi, Mondadori, 1998. ISBN 880444438X
*Patricia Cornwell, ''Il nido dei calabroni'', traduzione di Anna Rusconi, Mondadori, 1999
*Patricia Cornwell, ''Insolito e crudele'', traduzione di Anna Rusconi, Mondadori.
*Patricia Cornwell, ''L'ultimo distretto'', traduzione di Annamaria Biavasco, Mondadori.
*Patricia Cornwell, ''La fabbrica dei corpi'', traduzione di Anna Rusconi, Mondadori, 1997. ISBN 8804434385
*Patricia Cornwell, ''Oggetti di reato'', traduzione di Lucio Angelini, Mondadori.
*Patricia Cornwell, ''Postmortem'', traduzione di Marco Amante, Mondadori.
*Patricia Cornwell, ''Predatore'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori, 2006. ISBN 8804550988
 
== Altri progetti==
 
===Opere===
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