Il nome della rosa (film): differenze tra le versioni

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== Frasi ==
*Giunto al termine della mia [[vita]] di peccatore, mentre declino canuto insieme al [[mondo]], mi accingo a lasciare su questa pergamena testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui mi accadde di assistere in [[gioventù]], sul finire dell'anno del Signore 1327. Che [[Dio]] mi conceda la grazia di [[essere]] testimone trasparente e cronista fedele di quanto allora avvenne in un luogo remoto a nord della penisola [[italiana]], in un abbazia di cui è pietoso e saggio tacere anche il nome.
* C'era qualcosa di femminile, qualcosa di diabolico, nel giovane che è morto. ('''Ubertino''')
* Quando la femmina, che per sua natura è tanto perversa, diventa sublime per la sua santità, essa può essere il più nobile veicolo della grazia... ''Pulchra enim sunt ubera, quae paulum supereminent'' {{NDR|trad: Belli sono infatti i seni di piccola fattura}} ('''Ubertino''')
* Ma chi era costei che sorgeva davanti a me come l'[[aurora]]? Bella come la [[luna]], fulgida come il [[sole]] e terribile come un esercito spiegato in [[Guerra|battaglia]]. ('''Adso''')
* Ma l'Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall'eccessivo amor di Dio o dalla verità come l'eretico nasce dal santo e l'indemoniato dal veggente. ('''Adso''')
*Ma ora che sono molto, molto vecchio, mi rendo conto che di tutti i volti che in passato mi ritornano in mente, più chiaro di tutti, vedo quello della fanciulla che ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo. Eppure, dell'unico amore terreno della mia vita non avevo saputo mai, né seppi mai: il nome... ('''Adso''')
*La risata scaccia la paura, e senza la paura non può esserci la fede. ('''Jorge da Burgos''')
* Nella grande saggezza c'è grande dolore e chi incrementa il proprio sapere incrementa il proprio dolore. {{NDR|Un monaco a Jorge, citando la versione latina dell<nowiki>'</nowiki>''Ecclesiaste'', libro della ''[[Bibbia]]'' (traduzione in sovraimpressione)}}
* Penitenziagite! ('''Salvatore''')
* C'era qualcosa di femminile, qualcosa di diabolico, nel giovane che è morto. ('''Ubertino''')
* Quando la femmina, che per sua natura è tanto perversa, diventa sublime per la sua santità, essa può essere il più nobile veicolo della grazia... ''Pulchra enim sunt ubera, quae paulum supereminent'' {{NDR|trad: Belli sono infatti i seni di piccola fattura}} ('''Ubertino''')
* Apprendi a mortificare il tuo intelletto! Piangi sulle ferite di Nostro Signore! E soprattutto getta tutti i tuoi libri! ('''Ubertino''', fuggendo dall'abbazia)
* Temete le ultime trombe, amici miei! Il prossimo verrà dal cielo... e poi verranno mille e mille scorpioni! ('''Ubertino''', c.s.)
* ''Verba vana ad risu apte non loqui'' (trad: Non pronunziare parole vane che inducono al riso) ('''Jorge da Burgos''')
*La risata scaccia la paura, e senza la paura non può esserci la fede. ('''Jorge da Burgos''')
*Ma ora che sono molto, molto vecchio, mi rendo conto che di tutti i volti che in passato mi ritornano in mente, più chiaro di tutti, vedo quello della fanciulla che ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo. Eppure, dell'unico amore terreno della mia vita non avevo saputo mai, né seppi mai: il nome... ('''Adso''')
*Quanto sarebbe quieta la vita senza l'amore... Tanto sicura, tanto calma... Tanto noiosa. ('''Guglielmo da Baskerville''')
 
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