Differenze tra le versioni di "Emilio Cecchi"

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==Citazioni su Emilio Cecchi==
*Ieri sera venne Cecchi mentre si pranzava con [[Scipio Slataper|Slataper]]. Non ti posso ripetere quel che ci ha detto. Non sono soltanto argomenti. Era il modo come parlava, la sua convinzione morale, il suo atteggiamento così serio e grande da tanto tempo. Tutto ''ci fece sentire'' che malgrado la difesa tentata eravamo d'accordo con lui. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*A differenza di tutti i letterati della sua generazione, Cecchi non è mai stato un provinciale, e fu il contrario del sedentario. ([[Giancarlo Vigorelli]])
*Dopo [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] – e pur essendo sempre antidannunziano negli atti, nel costume, nello stile – la sua prosa resta la più ispirata, e alta, dal primo al secondo dopoguerra: ''Pesci rossi'' del '24, L'''osteria del cattivo tempo'' del '27. ''Qualche cosa'' del '31, ma soprattutto ''Corse al trotto'' del '37 ed aggiornate nel '53, non sono soltanto l'esempio più eccelso di prosa d'arte del nostro Novecento, ma quanto più il tempo passerà, e cadute le scorie, splenderanno alla stessa altezza della maggiore poesia degli ultimi cinquant'anni... ([[Giancarlo Vigorelli]])
*Era amico di [[James Joyce|Joyce]], di [[Thomas Mann]], scoprì [[William Faulkner|Faulkner]], tradusse [[Gilbert Keith Chesterton|Chesterton]], cavalcò le tigri del romanzo americano, eppure non amava il romanzo, e ne diffidava almeno sul terreno italiano, pur adorando [[Ippolito Nievo|Nievo]]. ([[Giancarlo Vigorelli]])
*Ieri sera venne Cecchi mentre si pranzava con [[Scipio Slataper|Slataper]]. Non ti posso ripetere quel che ci ha detto. Non sono soltanto argomenti. Era il modo come parlava, la sua convinzione morale, il suo atteggiamento così serio e grande da tanto tempo. Tutto ''ci fece sentire'' che malgrado la difesa tentata eravamo d'accordo con lui. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Dopo [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] – e pur essendo sempre antidannunziano negli atti, nel costume, nello stile – la sua prosa resta la più ispirata, e alta, dal primo al secondo dopoguerra: ''Pesci rossi'' del '24, L'''osteria del cattivo tempo'' del '27. ''Qualche cosa'' del '31, ma soprattutto ''Corse al trotto'' del '37 ed aggiornate nel '53, non sono soltanto l'esempio più eccelso di prosa d'arte del nostro Novecento, ma quanto più il tempo passerà, e cadute le scorie, splenderanno alla stessa altezza della maggiore poesia degli ultimi cinquant'anni... ([[Giancarlo Vigorelli]])
 
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