Differenze tra le versioni di "Antonio Spadaro"

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(citazioni)
*Non basta esercitare la propria professione e «avvolgerla» di intenzioni buone e spirituali perché quell'impegno secolare si trasformi in preghiera.
 
{{intestazione|''Cattivi e buoni cristiani, il catalogo degli scrittori'', in ''Corriere della Sera'', 12 marzo 2002}}
*Personalmente ritengo che la definizione di scrittore, di poeta cristiano in realtà non significhi nulla di realmente pertinente alla scrittura. Si può parlare semmai di cristiani che sono scrittori o poeti e, meglio ancora, di una letteratura di "significato" cristiano. Questo mio modo di leggere rende difficile, se non impossibile, la costruzione di cartografie definitive e consolidate.
*Prediligo la [[letteratura]] della frontiera, della soglia, dell' attesa. La letteratura che richiede anche una lettura dei silenzi, degli scarti. ''L' Airone'' di [[Giorgio Bassani]], in questa prospettiva, è un capolavoro tutto da riscoprire. Ancora. La "visione" dell' attesa di cui è capace [[Dino Buzzati]] mi è rimasta dentro da quando, a tredici anni, lessi ''Il deserto dei tartari''.
*L' acutezza e l' autenticità [...] viene raggiunta in momenti di dolore o di elaborazione di un abbandono: cosi [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]] davanti alla morte del figlio o [[Pier Vittorio Tondelli|Tondelli]] davanti alla propria morte. Per quanto riguarda l' oggi farei il nome di [[Elena Ferrante]]. Ma accade anche quando la spiritualità o la coscienza etica, in un modo o nell' altro, recuperano posizioni sulla psicologia, come avviene nelle pagine di [[Carlo Coccioli]], nei racconti di [[Giulio Mozzi]], nella narrativa di [[Claudio Piersanti]] o in un libro straordinario qual è ''Se un Dio pietoso'' di [[Giovanni D' Alessandro]].
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