Differenze tra le versioni di "Mario Canciani"

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== ''Vita da prete'' ==
*Una volta mostrarono a [[Cesare Lombroso|Lombroso]] una foto di detenuti e gli chiesero chi fosse quello che mostrava più nettamente i caratteri del criminale. Lombroso mise il dito su una testa che stava al centro della foto, dietro agli altri. Era il cappellano. Lombroso si giustificò poi affermando che non tutti realizzano le proprie inclinazioni... «Astra inclinant, non necessitant.» (p. 38)
*Il fiume pensa al mare che lo aspetta. Il mare attende il fiume che viene. Questo Oceano, che ha il cuore vulnerabile alla tenerezza, è [[Dio]]. In Lui troviamo la tenera armonia di noi stessi, perché sgorga da Lui la legge gravitazionale degli esseri. (p. 117)
*[[Dio]] ci cerca infinitamente di più di quanto noi lo cerchiamo. «Mio Dio,» scriveva [[John Henry Newman|Newman]] «credo che tu mi ami più di quanto io ami me stesso.»<br>Noi attendiamo Dio sulle strade della morale, della colpa, della paura. Lui viene sulle vie del perdono e della bontà. Dio non è il Grande Vendicatore, il Giustiziere, il cacciatore dei colpevoli. Il teologo [[Hans Urs von Balthasar |von Balthazar]] affermava: «L'inferno esiste, ma è vuoto». Dio non può volere una Auschwitz eterna.<br>Per sapere cosa significava per [[Gesù]] «amare», bisognerebbe interrogare coloro che Egli ha incontrato […] lo stesso [[Pietro apostolo|Simon Pietro]] che aveva tradito Gesù, e che Egli pone, nonostante ciò, a capo della Sua Chiesa. (pp. 117-118)
*[[San Francesco d'Assisi|San Francesco]] chiamava gli [[animali]] «i nostri fratelli più piccoli». Per loro aveva le attenzioni più delicate. Voleva scrivere a Federico II perché con un editto stabilisse che a Natale le strade fossero cosparse di granaglie e di grano per gli uccelli: anch'essi dovevano gioire per la nascita del Redentore. Perché non fossero calpestati, scansava dai sentieri i vermi. A Sant'Angelo in Pantanelli, presso Orvieto, viene mostrato tuttora uno scoglio sul Tevere, dal quale avrebbe gettato nel fiume dei pesci che gli erano stati regalati, dicendo: «Fatevi furbi...». Per questo il 4 ottobre 1987, in prima assoluta, ho celebrato in chiesa una paraliturgia, presenti animali e padroni, soprattutto bambini. C'era di tutto: cani, gatti, una papera, dei pesciolini, una tartaruga... Un vero ''Cantico delle creature''!<br>La stampa diede grande rilievo all'avvenimento e furono in molti a scrivermi per approvare il mio gesto. Ricordo una lettera che diceva:<br> «Io so di non credere in Dio, ma quello che lei fa mi avvicina a Lui, se esiste...»<br>Da quel 4 ottobre, vecchi pensionati e anziane signore, che prima si privavano di fare una preghiera per non lasciare la loro bestiola, possono entrare liberamente in chiesa. (pp. 132-133)
*Ho ancora negli occhi la visione di una quarantina di Terranova, i famosi cani che salvano in mare la gente in pericolo, venuti da tutta Europa per una manifestazione. Sono cani enormi: pesano dagli ottanta ai cento chili... Nella Basilica […] ho letto questa preghiera da me composta per l'occasione: