Differenze tra le versioni di "Lev Tolstoj"

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==''Il bastoncino verde: scritti sul Cristianesimo''==
*Come comportarsi davanti a una [[madre]] che batte a morte il suo bambino?<br> [...] Che cosa mi ripugna, nel fatto che la madre batte il bambino? Che cosa vi trovo di iniquo? Forse che il bambino soffre o piuttosto il fatto che la madre prova le torture della malvagità, invece delle gioie dell'amore? Io penso entrambe le cose.<br> Una persona, da sola, non può farefar alcunniente di male. Il [[male]] nasce dalla disunione fra le persone. Se voglio agire, devo cercare di eliminare la disunione e ristabilire la comunicazione fra madre e figlio. Usare la forza contro la madre non servirebbe a questo scopo. Che fare allora?<br> [...] Prendere il posto del fanciullo non sarebbe irragionevole.! Quello che scrive [[Fëdor Mikhailovič Dostoevskij|Dostoevskij]] e che ripetono i monaci metropoliti mi ripugna. Essi pretendono che fare la [[guerra]] [...] sia un dovere di legittima difesa. Ho sempre risposto: difendere gli altri con il proprio petto, sì; ma sparare col fucile sui nostri simili, non è difesa, ma [[assassinio]]. (da ''Lettera a M.A. Enghelgardt'', 1883, pp. 12-13)
*Ci si può domandare se è ragionevole e [[morale]] – questi due termini sono inseparabili – [[suicidio|uccidersi]].<br>No! Uccidersi è irragionevole, così come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morrà, crescerà irregolarmente, ecco tutto. La [[vita]] è indistruttibile, al di là del [[tempo]] e dello spazio. La morte non può che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo. Ma rinunciando alla vita in questo mondo, io non so se la forma che essa prenderà altrove, mi sarà più gradita e in secondo luogo io mi privo della possibilità di imparare e di acquisire a profitto del mio io, tutto ciò che avrei potuto apprendere in questo mondo. D'altra parte e soprattutto, il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio [[perfezionamento]] personale e dall'altro la cooperazione all'opera generale che si compie nel mondo.<br>Ed è per questo che il suicidio è immorale. All'uomo che si uccide, la vita era stata data con la possibilità di [[vivere]] fino alla sua morte naturale, a condizione di essere utile all'opera generale della vita e lui, dopo aver goduto della vita, finché gli è parsa gradevole, ha rinunciato a metterla al servizio dell'utilità generale, appena gli è divenuta spiacevole; mentre verosimilmente egli cominciava a divenire utile nel preciso istante in cui la sua vita si incupiva, perché ogni lavoro comincia con travaglio.<br>Nella [[solitudine]] di Optynia {{NDR|unfamoso monastero russo, visitato più volte da Tolstoj}} durante più di trent'anni, giacque un monaco paralitico, che aveva conservato solo l'uso della mano sinistra. I medici dicevano che doveva soffrire terribilmente. Lui non solo non si lamentava mai del suo stato, ma gli occhi fissi sulle icone, con segni di croce ed un perpetuo [[sorriso]] non cessava di esprimere a Dio la sua riconoscenza e la sua gioia per quel barlume di vita che conservava in sé. Migliaia di pellegrini venivano a visitarlo ed è incredibile quale benefico irraggiamento proiettava sul mondo quest'uomo incapace di ogni attività fisica. Quel paralitico faceva sicuramente più del bene che migliaia e migliaia di persone in perfetta [[salute]] che credono di compiere in diversi campi un lavoro impegnativo ed utile all'umanità.<br>Finché l'essere umano conserva un soffio di vita, può perfezionarsi ed essere utile agli altri uomini. Ma egli può esser utile agli altri uomini, solo perfezionandosi e può perfezionarsi, solo rendendosi loro utile. (da ''Sul suicidio'', 1890, pp. 31-32)
*Ogni [[uomo]] viene al mondo con la consapevolezza di dipendere da un Principio misterioso, onnipotente, che gli ha dato la vita,<br> e con anche la consapevolezza d'essere uguale a tutti gli uomini e del fatto che tutti gli uomini sono eguali tra loro,<br> e con un [[desiderio]] di ricevere amore e di dare amore agli altri,<br> e con l'esigenza di perfezionare se stesso. (da ''Il bastoncino verde'', 1905)
 
=="Perché la gente si droga?" e altri saggi su società, politica e religione==