Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

(Socrate e la tragedia)
==''Appello ai tedeschi''==
===[[Incipit]]===
Vogliamo essere ascoltati, poiché parliamo per ammonire, e sempre la voce di chi ammonisce, chiunque egli sia e dovunque essa risuoni, è nel suo diritto; in cambio voi, cui si rivolge l'appello, avete il diritto di decidere se volete prendervi come vostri ammonitori uomini onesti e chiaroveggenti, che fanno sentire la loro voce soltanto perché siete in pericolo, e si spaventano di trovarvi così muti, indifferenti e ignari. Ma a noi è lecito attestare di noi stessi, che parliamo con cuore puro, e che vogliamo e ricerchiamo il nostro soltanto in quanto è anche il vostro — cioè il bene e l'onore dello spirito tedesco e del nome tedesco. Vi è stata annunziata la solennità che, nel maggio dell'anno scorso, è stata celebrata a ''Bayreuth'': si trattava di porre laggiù una possente prima pietra, sotto la quale credevamo di seppellire per sempre molti timori, e dalla quale credevamo che le nostre più nobili speranze fossero confermate per sempre: o piuttosto, come oggi dobbiamo dire, ci alludevamo che così fosse. Infatti in tutto ciò, ahimè!, vi era molta illusione: ancora persistono quei timori; e se anche non abbiamo affatto disimparato a sperare, il nostro appello odierno, con il quale rivolgiamo un ammonimento e chiediamo aiuto, fa capire che più che sperare temiamo. Il nostro timore peraltro riguarda voi: potreste non saper affatto che cosa accade, e forse addirittura impedire, per ignoranza, che qualcosa accada.
 
{{NDR|Friedrich Nietzsche, ''Appello ai tedeschi'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci. E scritti 1970-1973'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
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