Differenze tra le versioni di "Friedrich Nietzsche"

Socrate e la tragedia
(Socrate e la tragedia)
 
==''Socrate e la tragedia''==
===[[Incipit]]===
La tragedia greca oerì inmodo diverso da tutti gli antichi generi d'arte affini: finì tragicamente, mentre tutti quegli altri scomparvero con la morte più bella. Se infatti è conforme a uno stato naturale ideale esalare l'ultimo respiro con una bella discendenza e senza spasimi, la fine di quei generi artistici antichi ci mostra un tale mondo ideale; essi trapassano e si estinguono, mentre già la loro figliolanza più bella leva il capo vigorosamente. Con la morte del dramma musicale greco si produsse invece un enorme vuoto, ovunque e profondamente sentito; si disse che la poesia stessa era andata perduta e si inviarono con scherno nell'Ade gli intristiti, smagriti epigoni, affinché là si saziassero con le briciole dei maestri. E come si esprime [[Aristofane]], si sentì una tale intima e calda nostalgia verso l'ultimo dei grandi morti, come quando qualcuno è colto da un'improvvisa, violenta voglia di crauti. Ma quando fiorì realmente un nuovo genere d'arte, che venerava nella tragedia la sua precorritrice e maestra, si poté constatare con terrore che esso portava sì i lineamenti della madre, ma proprio quelli che essa aveva mostrato nella sua lunga lotta contro la morte. Questa lotta della tragedia con la morte si chiama [[Euripide]] e il posteriore genere artistico è noto come commedia attica nuova. In essa sopravvisse la forma degenerata della tragedia, in memoria della sua dipartita oltremodo laboriosa e violenta.
 
{{NDR|Frierdrich Nietzsche, ''Socrate e la tragedia'' in ''La filosofia nell'epoca tragica dei greci. E scritti 1970-1973'', traduzione di Giorgio Colli, Adelphi, Milano 2006}}
 
===Citazioni===
*La tragedia greca, rispetto a tutti gli altri generi d'arte imparentati con essa, è finita per motivi diversi: la sua fine è stata tragica, là dove tutti quegli altri generi sono venuti meno nella morte più bella. (p. 51, 1988)
*Si sa di quale straordinaria venerazione [[Euripide]] godesse presso i poeti della nuova commedia attica. Uno dei più rinomati, [[Filemone]], dichiarò che si sarebbe immediatamente fatto impiccare, pur di vedere Euripide negli inferi, qualora si fosse potuto convincere che il defunto aveva ancora vita e intelletto. (p. 51, 1988)
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