Differenze tra le versioni di "Dino Risi"

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'''Dino Risi''' (1916 – 2008), regista italiano.
 
*Alcuni personaggi sono già forme di spettacolo, Andreotti è il dramma, Berlusconi è la commedia, Bossi è la farsa. Craxi? Era un politico vero, quindi è un mascalzone vero. Ognuno di loro sarebbe un protagonista. Mi ha colpito Andreotti, che al processo si è lasciato dire le cose più turpi senza reazione, se non con il naso sanguinante. Deve essersi rassicurato, sanguina meno. Di Pietro? Il film lo ha già fatto Frank Capra, Mr. Smith va a Washington. Era James Stewart. (citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/02/05/risi-anarchico-della-commedia.html Risi, l'anarchico della commedia]'', La Repubblica, 5 febbraio 1996)
*A sei anni, alle elementari a Milano, ero invidiato dai compagni perché saltavo l'ora di religione, e quando la maestra mi chiese perché, risposi "Perché sono un libero pensatore". (citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/02/05/risi-anarchico-della-commedia.html Risi, l'anarchico della commedia]'', La Repubblica, 5 febbraio 1996)
*Mi piacciono solo i [[film]] che sto per fare. Dopo non vado neanche a vederli. {{c|Fonte?}}
*Vorrei mettere in scena una famiglia modello dell'[[Italia]] dei nostri giorni: un nonno come [[Salvatore Riina|Riina]], un padre come [[Bettino Craxi|Craxi]], una madre come [[Marina Ripa di Meana]], una figlia come [[Cicciolina]] e un figlio fisico nucleare: in ogni [[famiglia]] c'è una pecora nera. {{c|Fonte?}}
*I critici vorrebbero che noi facessimo i film che loro farebbero se fossero capaci di farli.<ref>Intervista trasmessa dal TG1 delle 20:00, sabato 7 giugno 2008, giorno della morte.</ref>
*La [[televisione|tv]] vive di [[cinema]], ma il cinema muore di tv. (citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/02/05/risi-anarchico-della-commedia.html Risi, l'anarchico della commedia]'', La Repubblica, 5 febbraio 1996)
*Siamo diventati tutti antifascisti quando abbiamo cominciato a perdere la guerra. (citato in ''La Voce di Romagna'', 19 gennaio 2009)
 
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