Differenze tra le versioni di "Alessandro Pronzato"

*Lo Spirito, più che riempire il cervello di quegli uomini, rimpinzarlo di idee, gli incendia il cuore. E un fuoco che purifica, libera dalle scorie.
*Mia nonna Giuseppina aveva familiarità con l'incomprensibile. Io rischio di aggirarmi unicamente nel territorio del risaputo, della superficialità.
*Noi pecchiamo di rigidità .Teniamo la testa girata da un'unica parte.
*Non c’è cumulo di nefandezze umane che possa uguagliare la sterminata compassione divina.
*Non ci sorprendiamo a volare muniti di ali. Qualcosa di meglio: sappiamo dove mettere i piedi.
*Penso che la cosa più difficile sia accendere una fiammella dentro i così detti devoti.
*Perché le Litanie provochino vibrazioni interiori, lascino tracce luminose nell’animo, occorre portare il cuore a una temperatura molto elevata.
*Preoccupati di salvare la faccia (quella faccia spalmata di seriosità e di tetraggine), non si accorgono di perdere l’anima!
*Purtroppo molte “persone pie” hanno più dimestichezza con la cenere che con il fuoco. La Chiesa rimane fedele alla Pentecoste, nella misura in cui non si accontenta del funzionamento, della disciplina, della regolarità, dell’amministrazione della cenere, ma non ha paura di scottarsi dita e cuore maneggiando i carboni ardenti.
*Quando si vuole rendere tutto [[chiarire|chiaro]], evidente, facile, si finisce per banalizzare anche le cose più sublimi.
*Sciogliersi significa diventare spontanei, agili, creativi.
*Senza il Soffio, le nostre orazioni sono semplicemente dei suoni, rumori di parole, privi di ogni eco profonda, e che non si elevano di un palmo da terra.
*Siamo degli scampati.
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