Differenze tra le versioni di "Ernesto Olivero"

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{{intestazione|''L’inizio? Una commozione a cui dissi sì'', di Paolo Mattei in ''30Giorni'', febbraio 2004.}}
*Le cose che abbiamo potuto fare in questi anni sono come l’impasto dei rapporti di amicizia con tutte le persone che abbiamo conosciuto e amato.
*L’inizio di ogni bella e grande [[avventura]], come è quella del Sermig, penso sia sempre segnato da una commozione alla quale si dice “sì”.
*L’incontro più importante per la mia vita è stato quello con Gesù. È a lui che si dice sì all’inizio e durante tutta l’avventura.
*Una delle grandi fortune dell’essere cristiani sta anche in questa libertà di dialogo e di rapporto con tutti.
*La bellezza e la grandezza di [[Madre Teresa]] stavano nella sua semplicità. Il mio cuore in quel momento mi disse: se tutto questo lo fa lei, lo posso fare anch’io, perché in lei vedevo la normalità, la semplicità disarmata di una donna cristiana.
*Il mio grande dolore è constatare che i [[giovani]] sono realmente i più poveri e i meno conosciuti.
*I mass media confezionati dagli adulti raccontano solo di ragazzine che sgomitano per diventare “veline”, di adolescenti disadattati che non sanno superare i loro fallimenti esistenziali o di frotte di teenager attratti solo da godimenti effimeri e alienanti. Le nuove generazioni cercano in realtà due cose semplici, eppure difficilissime da trovare: l’umiltà e la verità.
*I cristiani vivono la pace del cuore. Chi vive la [[pace]] del cuore vive un’inquietudine positiva.
 
{{intestazione|''La lezione di Ernesto Olivero'', di Stefano Dadamo in ''Varesenews'', 23 febbraio 2008.}}
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