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==''Törless, claustrofobia e vertigine''==
===[[Incipit]]===
L'accostamento più ovvio del ''Törless'' (1906) è col filone dei romanzi o dei drammi in cui autori di lingua tedesca, nel corso di quegli anni, trattarono la problematica agra e scottante, o addirittura la tragedia del'età puberale. Turbamenti del sesso, incomprensione coi genitori, attrazioni semincestuose verso la madre, il carcere scolastico. Aveva cominciato con '' Risveglio di primavera'' (1891), [[Frank Wedekind]], suscitando scandalo e prurigine. In note assai più sfumate si era inserito [[Thomas Mann]], nell'indimenticabile finale dei ''Buddenbrook'' (1901), centrato nella figura dell'ipersensibile giovane Hanno, votato alla morte. Note strazianti, e suicidio finale, nell' ''Amico Hein'' (1902) di [[Emil Strauss]]. Ambiente scolastico deformato sino all'astiosa caricatura (ma tenendo d'occhio più l'educatore-boia che gli educati-vittime) nel ''Professor Unrat'' (1903) di [[Heinrich Mann]]. Nello stesso anno del Törless esce anche ''Sotto la ruota'' di [[Hermann Hesse]]: nuova tragedia di uno scolaro, con finale luttuoso. Qui terminiamo la sommaria rassegna: solo ricordando che tra non molto sarebbero esplose le varianti - ben più urlate e in un certo senso rozze - degli autori espressionisti, dove violenze contenute e incesti inconsci deflagreranno in gesti clamorosi di ''mélo'' o da ''grand guignol'': e avremo ''Il figlio'' (1914) di [[Walter Hasenclever]], ''Non l'assassino ma l'assassinato è il colpevole'' (1919) di [[Franz Werfel]], ''Parricidio'' (1920) di [[Arnolt Bronnen]].<br>Che ''Il giovane Törless'' di [[Robert Musil]] sia anche questo, non c'è dubbio. Che nasca da un'esperienza ampiamente autobiografica, è altrettanto accertato.
===Citazioni===
*Se Musil fosse morto subito dopo aver pubblicato il ''Törless'', lasciandoci dell' ''Uomo senza qualità'' solo le schegge contraddittorie di una tessitura di cui mai avremmo potuto immaginare la complessità e la ricchezza, certo nessuno di noi, oggi, saprebbe che immenso scrittore avremmo perduto: ma ogni critico appena superiore alla mediocrità avrebbe potuto dire, senza alcuna incertezza, che in lui si era spento un autore di già stupefacente e matura originalità. (p. 17)
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