Differenze tra le versioni di "Lussuria"

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Citazioni sulla '''lussuria'''.
 
*Ahimè. Fui incapace di trascendere il semplice fatto umano che qualunque conforto spirituale potessi trovare, qualunque litofanica eternità fosse stata preparata per me, nulla avrebbe potuto far dimenticare alla mia Lolita l'immonda lussuria che io le avevo inflitto. ([[Vladimir Vladimirovič Nabokov]])
*''Felici i giorni in cui il fato ti riempie di [[lacrima|lacrime]] ed arcobaleni, della lussuria che tenta i papaveri con turbinii e voglie''. ([[Franco Battiato]])
*Gli afrodisiaci sono il ponte gettato tra gola e lussuria. Immagino che, in un mondo perfetto, qualsiasi alimento naturale, sano, fresco, di bell'aspetto, leggero e saporito – vale a dire, dotato di quelle caratteristiche che si cercano in un partner – sarebbe afrodisiaco, ma la realtà è ben più complessa. ([[Isabel Allende]])
*I fornicatori devano tutti bruciare sul rogo, perché la lussuria è la manifestazione del demonio sull'uomo e rende le persone lontane dalla santità. ([[Papa Pio V]])
*Il dottor Anselmo abitava in manicomio. Mangiava alla mensa; aveva una stanza. Lo stipendio era gramo. Tutto era ristretto. Solo chi c'è passato sa come fu il dopoguerra in Italia – quello della seconda guerra mondiale – per uno che durante la dittatura italiana aveva vivamente sperato; da ogni parte scenari che cadevano, trionfo della materia, il denaro e la carne più dominanti di prima. La nuova lussuria invogliava le masse alla completa servitù. Anselmo si era ritirato; faceva vita di ospedale, di manicomio. ([[Mario Tobino]])
*Immerse il pollice destro nell'olio, e cominciò le unzioni: prima sugli occhi, che avevano tanto bramato tutte le magnificenze terrestri; poi sulle narici, ghiotte di brezze tiepide e di profumi d'amore; poi sulla bocca, che si era aperta per la menzogna, che aveva mandato gemiti d'orgoglio e gridato alla lussuria; poi sulle mani, che avevano goduto contatti soavi, e infine sulla pianta dei piedi, così rapidi un tempo, quando ella correva a soddisfare i suoi desideri, e che ora non avrebbero camminato più. ([[Gustave Flaubert]])