Piergiovanni Permoli: differenze tra le versioni

(''Fra politica e letteratura'')
===Citazioni===
*[[Roma]] e [[Torino]] sono i centri, nel primo dopoguerra, nel pieno della lotta politica e delle tensioni sociali, dell'avventura letteraria e culturale dopo la [[Firenze]] «vociana» agli inizi del secolo; ma sarà ancora l'ambiente fiorentino a tenere a battesimo, negli anni che vedono il consolidarsi del [[fascismo]] al potere, riviste e movimenti cultural che, da una parte raccolgono l'eredità «rondiana» e gobettiana, come «Solaria» e in seguito «Letteratura», in un atteggiamento se non di opposizione perlomeno di distacco dalla retorica ufficiale diffusa dai fogli ligi alle direttive del regime e, dall'altra, si qualificano, prevalentemente, dal'interno dello stesso fascismo, come voci anticonformiste, spregiudicate, qualche volta irruenti e rissose, in aperta polemica con la impostazione conservatrice assunta, sul piano sociale e politico, dal regime.
===[[Explicit]]===
Dolorosamente e logicamente il «lungo viaggio attraverso il fascismo» di molti intellettuali si sarebbe concluso nella partecipazione attiva ad un'azione politica e culturale diretta che avrebbe dissolto gli illusori miti del «coraggio della concordia» nel sacrificio personale che la trageda italiana richiedeva senza alcuna compromissione o fuga.
 
{{NDR|Piergiovanni Permoli, ''Fra politica e letteratura'', ''La Fiera Letteraria'', giugno 1973}}
 
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