Differenze tra le versioni di "Paul Auster"

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== Citazioni di Paul Auster ==
*[[Scrivere]] non è più un atto di libera scelta per me, è una questione di sopravvivenza. (da ''L'arte della fame'', traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi)
 
*[[Scrivere]]Essere nonvivi èvoleva piùdire unrespirare attoaria; direspirare liberaaria sceltavoleva perdire me, è una questione diaria sopravvivenzaaperta. (da ''LTimbuctù'arte della fame'' – Einaudi, traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi)
*EssereNessuno viviè volevamai direstato respirareme. aria;Può respiraredarsi ariache volevaio diresia ariail apertaprimo. (da ''Timbuctù''Il libro Einaudidelle illusioni'', traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi)
*Basta guardare qualcuno in faccia un po' di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio. (da ''Mr Vertigo'' – Einaudi, traduzione di Susanna Basso, Einaudi)
*Nessuno è mai stato me. Può darsi che io sia il primo. (da ''Il libro delle illusioni'' – Einaudi, traduzione di Massimo Bocchiola)
*Basta guardare qualcuno in faccia un po' di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio. (da ''Mr Vertigo'' – Einaudi, traduzione di Susanna Basso)
*Per me la più piccola [[parola]] è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un miraggio, un granello di dubbio che scintilla nella sabbia. (da ''Leviatano'')
 
{{Intestazione|''l'Unità'', a curaIntervista di Maria Serena Palieri, ''Lessico dell'imprevisto'', ''l'Unità'', 25 luglio 2004}}
*Tutti sappiamo che la [[vita]] dipende da avvenimenti inaspettati. Può finire da un momento all'altro e non sai cosa succederà tra un attimo. A volte succedono cose bellissime, altre volte terribili: cadi, ti rompi il collo...
*Noi umani abbiamo [[desiderio|desideri]], [[volontà]], formuliamo pensieri sul [[futuro]]. Quello che è interessante, però, nella vita, è il fatto che siamo tutti capaci di fare dei piani per il domani, ma poi arriva l'inaspettato e interferisce coi nostri progetti. E, nonostante le nostre capacità decisionali, eccoci a dover fare i conti con l'imprevisto.
 
===''Trilogia di New York''===
 
===[[Incipit]]===
 
====''Città di vetro''====
Cominciò con un numero sbagliato, tre squilli di telefono nel cuore della notte e la voce all'apparecchio che chiedeva di qualcuno che non era lui. Molto tempo dopo, quando fu in grado di pensare a ciò che gli era accaduto, avrebbe concluso che nulla era reale tranne il caso. Ma questo fu molto tempo dopo. All'inizio, non c'erano che il fatto e le sue conseguenze. La questione non è se si sarebbero potuti sviluppare altrimenti o se invece tutto fosse già stabilito a partire dalla prima parola detta dallo sconosciuto. La questione è la storia in sé: che abbia significato o meno, non spetta alla storia spiegarlo.
 
==Bibliografia==
*Paul Auster, ''Leviatano'' (1995), Guanda, traduzione di Eva Kampmann, Guanda, 1995.
*Paul Auster, ''Leviatano'' (2004), Einaudi, traduzione di Eva Kampmann, Einaudi, 2004.
*Paul Auster, ''Trilogia di New York'', Einaudi, traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi.
 
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