Differenze tra le versioni di "Marco Revelli"

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== [[Incipit]] di ''Lavorare in Fiat'' ==
''Epilogo di una sconfitta. Operai senza fabbrica''<br/>Ci sono giornate di vento, a primavera, in cui [[Torino]] pare di vetro. Le distanze allora si abbreviano fino a scomparire e, nella luce trasparente e fredda, tutto sembra confluire in un unico punto: ovunque si sia è ovunque. D'inverno, invece, Torino si fa d'un grigio terrigno, come un blocco di roccia compatta. E i flussi di vita che l'attraversano nelle strade simmetriche si riducono a sorde vibrazioni lungo le venature chiare che l'incrinano.<br/>Comunque sia, Torino appartiene al regno minerale. Per "vivere", ha sempre richiesto grandi energie che l'agissero, passioni forti che l'animassero dall'interno. Creatura ctonia incapace di adattarsi alle superfici, quando la tensione s'acquieta finisce per riflettere, lungo le sue semplici geometrie, l'inerzia e l'[[angoscia]].
 
== Bibliografia ==
* Marco Revelli, ''Lavorare in Fiat. Da Valletta ad Agnelli a Romiti. Operai sindacati robot'', Garzanti, 1989. ISBN 881165680X
 
===Citazioni===
Da una parte il mondo antico, ancora abitato da soggetti collettivi, che sia pure fra errori e ingenuità, seppero comunque elaborare una loro “etica della solidarietà”, diversa e contrapposta da quella dell’individualismo acquisitivo, egualitaria e comunitaria. Dall’altra parte il mondo nuovo, dell’abbondanza e della solitudine, fondato sull’”etica della sopravvivenza”, in cui al conflitto è sostituita la competizione, ai diritti il successo. E dove ci si salva o si fallisce da soli.
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== Bibliografia ==
{{NDR|Marco Revelli, ''Lavorare in Fiat'', Garzanti}}
* Marco Revelli, ''Lavorare in Fiat. Da Valletta ad Agnelli a Romiti. Operai sindacati robot'', Garzanti, 1989. ISBN 881165680X
 
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