Differenze tra le versioni di "Vittorino Andreoli"

==Citazioni di Vittorino Andreoli==
*Credo che la percezione di essere figli di Dio, nel senso non di un'affermazione di principio ma di esperienza che ne attesti il coinvolgimento, debba essere una condizione esistenziale straordinaria, capace di dare forza, di togliere molti dei dubbi e delle delusioni che la condizione umana attiva e alimenta. (da '' Fierezza nel sacerdote'', ''Avvenire'', 11 giugno 2008)
*Il [[sacerdote]] mi pare la figura più indicata a parlare della [[morte]]: lui sa che non è un argomento di [[disperazione]]. (da ''Il sacerdote e la morte'', ''Avvenire'', 17 settembre 2008)
*Il non credente è a suo modo un frequentatore di chiese: le ama come luoghi intimi, come musei speciali dove può ammirare l'arte e la musica, ma da lì gli capita di interrogarsi sul miracolo di quella presenza che dopo duemila anni sa riempire di sé ancora tutta la terra, e la vita di tanta gente. (da ''Il sacerdote e i non credenti'', ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
*Il non credente è persona che sente i limiti del proprio esistere, e che pur usando la ragione e considerandola la via maestra per risolvere molti problemi esistenziali, e certamente come strumento scientifico, vuole spingerla oltre fino a interrogare il mistero. (da ''Il sacerdote e i non credenti'', ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
*Il vecchio [[prete]] è l'uomo della [[preghiera]], e colui che la insegna. Sasa ormai che l'uomo sbaglia, e che questi produce spesso effetti solo transitori, per cui ciò che finisce per avere un senso compiuto è quelappunto gestola soltanto: il pregare[[preghiera]]. (da ''Il sacerdote anziano'', ''Avvenire'', 30 luglio 2008)
*La dimensione più bella è quella del [[sacerdote]] che non ha nulla, ma che è parte integrante di una comunità attiva e attenta, dentro un gregge che gli vuole bene. (da ''Conflitti interiori: essere senza avere'', ''Avvenire'', 9 luglio 2008)
*Nutro una convinzione profonda, che il sacerdote cioè sia un personaggio di grande rilievo per i non credenti. (da ''Il sacerdote e i non credenti'', ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
*Il vecchio [[prete]] è l'uomo della [[preghiera]], e colui che la insegna. Sa ormai che l'uomo sbaglia, e che questi produce spesso effetti solo transitori, per cui ciò che finisce per avere un senso compiuto è quel gesto soltanto: il pregare. (da ''Avvenire'', 30 luglio 2008)
*Il [[sacerdote]] mi pare la figura più indicata a parlare della [[morte]]: lui sa che non è un argomento di [[disperazione]]. (da ''Avvenire'', 17 settembre 2008)
*Il non credente è a suo modo un frequentatore di chiese: le ama come luoghi intimi, come musei speciali dove può ammirare l'arte e la musica, ma da lì gli capita di interrogarsi sul miracolo di quella presenza che dopo duemila anni sa riempire di sé ancora tutta la terra, e la vita di tanta gente. (da ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
*Il non credente è persona che sente i limiti del proprio esistere, e che pur usando la ragione e considerandola la via maestra per risolvere molti problemi esistenziali, e certamente come strumento scientifico, vuole spingerla oltre fino a interrogare il mistero. (da ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
*Nutro una convinzione profonda, che il sacerdote cioè sia un personaggio di grande rilievo per i non credenti. (da ''Avvenire'', 24 settembre 2008)
 
==''Tra un'ora, la follia''==
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