Differenze tra le versioni di "Edmondo Aroldi"

(citazioni Bobbio)
{{NDR|Edmondo Aroldi, ''Intervista a Giulio Andreotti'', da ''La lettura'', diretta da Mario Spagnol, Rizzoli Editore, maggio 1977}}
==''Intervista a Norberto Bobbio''==
'''Edmondo Aroldi''': Ai non addetti ai lavori giungono, specie negli ultimi tempi, sempre più frequenti e allarmanti enunciazioni del pensiero filosofico. Sono notizie che li inducono a convincersi di vivere in un'epoca di gravi perdite. Per esempio, dopo [[Dio]], si sentono dire che anche [[Karl Marx|Marx]] è morto. Si tratta di un decesso incerto e controverso. Che cosa risponderebbe a chi credesse rozzamente: insomma, professore, Marx è morto o no?<br>'''[[Norberto Bobbio]]''': Non credo alle formule definitive. Un'impostazione della storia come aut-aut è contraria al mio modo di pensare. La storia è molto più complessa, è un errore interpretarla per svolte, non c'è qualcosa che veramente finisce, c'è sempre continuità. Per quanto riguarda il [[marxismo]], mi sembra che non si possa dire che Marx sia morto. Non è un'affermazione nuova , ogni tanto qualcuno l'ha fatta propria, è quindi una presunta novità, è ormai trascorso quasi un secolo da quando [[Benedetto Croce|Croce]] ha scritto'' Come nacque e come morì il marxismo teorico in [[Italia]]''. Va da sé che in certi periodi il marxismo non ha esercitato particolare influenza nel nostro paese. Per esempio, mancavano grandi studi quando [[Giovanni Giolitti|Giolitti]] parlò di «Marx in soffitta». Ma sono cose note che, semplificandocolloquialmente, si possono definire le tre successive fasi del marxismo in Italia... Se Marx è morto, lo è per qualche filosofo deluso dalla storia del mondo. Stenderne il certificato di morte è quanto meno prematuro e superficiale.
 
{{NDR|Edmondo Aroldi, ''Intervista a Norberto Bobbio'', da ''La lettura'', diretta da Mario Spagnol, Rizzoli Editore, dicembre 1977}}
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