Differenze tra le versioni di "Karen Blixen"

700 byte aggiunti ,  12 anni fa
citazioni, modifiche
(+incipt "La mia Africa" + bibliografia)
(citazioni, modifiche)
*Tutti i [[dolore|dolori]] sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi.
 
===''La mia Africa''===
===[[Incipit]] di alcune opere===
===''Il pranzo di Babette''===
In [[Norvegia]] c'è un fiordo – un braccio di [[mare]] lungo e chiuso tra alte montagne – che si chiama Berlevaag Fjord. Ai piedi di quelle montagne il [[paese]] di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da casine di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori.<br>Settantacinque anni fa, in una delle casine gialle, vivevano due anziane signore. A quell'epoca altre signore portavano il busto, e le due sorelle avrebbero potuto portarlo con altrettanta grazia, perché erano alte e flessuose. Ma non avevano mai posseduto un oggetto di moda, e per tutta la [[vita]] si erano vestite dimessamente, di grigio o di nero. Erano state battezzate col nome di Martina e Filippa, in onore di [[Martin Lutero|Lutero]] e del suo [[amico]] Filippo Melantone.
 
{{NDR|Karen Blixen, ''Il pranzo di Babette'', traduzione di Paola Ojetti, I Racconti di Repubblica, n. 23.}}
 
===''La mia Africa''===
 
In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong.
A centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l'equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo.
 
{{NDR|Karen Blixen, ''La mia Africa'', traduzione di Lucia Drudi Demby, Feltrinelli}}
 
===Citazioni===
*Amare la donna e la femminilità è proprio del maschio, come amare l'uomo e la virilità è proprio della donna; allo stesso modo la gente del nord è attratta dai paesi e dalle razze del sud. (p. 20)
*Arrivati per la prima volta a [[Roma]] e a [[Firenze]], gli antichi pittori, filosofi e poeti tedeschi e scandinavi si inginocchiarono per adorare il sud. (p. 20)
*L'amore della guerra è una passione come un'altra, si amano i soldati come si amano le belle ragazze: fino alla pazzia. (p. 21)
*''Sempre mi è parso<br>nobile l'indigeno<br>e insulso l'immigrato''. (p.24)
{{NDR|Karen Blixen, ''La mia Africa'' (''Out of Africa''), traduzione di Lucia Drudi Demby, Garzanti, 1966.}}
 
 
===[[Incipit]] di ''Il pranzo di Babette''===
In [[Norvegia]] c'è un fiordo – un braccio di [[mare]] lungo e chiuso tra alte montagne – che si chiama Berlevaag Fjord. Ai piedi di quelle montagne il [[paese]] di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da casine di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori.<br>Settantacinque anni fa, in una delle casine gialle, vivevano due anziane signore. A quell'epoca altre signore portavano il busto, e le due sorelle avrebbero potuto portarlo con altrettanta grazia, perché erano alte e flessuose. Ma non avevano mai posseduto un oggetto di moda, e per tutta la [[vita]] si erano vestite dimessamente, di grigio o di nero. Erano state battezzate col nome di Martina e Filippa, in onore di [[Martin Lutero|Lutero]] e del suo [[amico]] Filippo Melantone.
 
{{NDR|Karen Blixen, ''Il pranzo di Babette'', traduzione di Paola Ojetti, I Racconti di Repubblica, n. 23.}}
 
==Bibliografia==
15 808

contributi