Differenze tra le versioni di "Alessandro Varaldo"

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*[[Jules Michelet|Michelet]], osserva che, oltre il busto di [[Jean-Antoine Houdon|Houdon]], l'unico ritratto rassomigliante del Bonaparte è quello di [[Jacques-Louis David|David]], del 1810: l'Imperatore non vi ha né ciglia, né sopraciglia, pochi capegli castani e gli occhi grigi. (p. 39)
*Fu in quel giorno, undici di giugno, verso il tramonto, che arrivò Desaix all'accampamento di Stradella. Appena avvistato, il Bonaparte gli uscì incontro felice. L'aveva lasciato in [[Egitto]] a malincuore. Lo amava anche perché sentiva di essere amato, d'essere centro nel cuore di Colui, che fu nobile figlio della Rivoluzione, d'una folla di sentimenti, tutta una gamma, dalla simpatia alla fraternità, dalla intuizione all'ammirazione. Il rude [[Jean Baptiste Kléber|Kléber]] aveva detto una volta:<br>– Non bisogna sentire la fedeltà cieca del cane!<br>E Desaix aveva risposto sorridendo:<br>– Io posso permettermelo sono di razza.<br>[[Louis Charles Antoine Desaix|Luigi Carlo Antonio Desaix de Veygoux]] era nato nobile, ma aveva abbracciato la Rivoluzione. Fedele al Re, poco mancò non pagasse con la vita il suo attaccamento. Però il Comitato di Salute Pubblica era formato di fanatici sì, ma di intelligenti. E Desaix fu generale quando Il Bonaparte non lo era ancora. Ma non era vano, e non era avido. E sapeva essere amico. (p. 98-99)
 
==''Le notti incredibili''==
===[[Incipit]]===
Nell'anno 11873 non ero più giovane di primo pelo: posso anzi affermare che avevo con salfo passo varcata la soglia della maturità. Oso quindi sperare che si accetterà senza beneficio di inventario la strana avventura che m'accingo a raccontare.<br>Giungemmo a [[Siviglia]] il 22 dicembre 1873 con un tempo splendido: pareva quasi primavera tanto che ad Alcalà più che l'odore del pane fresco ci restò nelle narici il profumo dei gelsomini da notte. A Siviglia come in tutte le città che si rispettano, c'è una via dei Serpenti, e nella via dei Serpenti un albergo d'[[Europa]], o ''fonda '' degli Europei, sotto la cui porta la nostra vettura ci depositò, anzi ci scodellò, perché le si spezzò una ruota.
===Citazioni===
*In fatto di rovine, noi figli d'Italia abbiamo il palato guasto. (p. 9)
*Cadeva su [[Londra]] una notte strana. Purissima la volta del cielo ed Espero luceva come la si vede sul [[Roma|Palatino]] od affacciata ai monti di [[Sorrento]]: si presentava una luna piena come rare notti può illuminare la Torre spaventosa o l'acqua oliata del maestoso fiume. E tutta questa gaiezza, questa festività notturna della natura ci pesava tristemente addosso mentre ci incamminavamo verso il Phoenix Park. (p. 72)
 
 
==Bibliografia==
*Alessandro Varaldo, ''Il chiodo rosso'', A. Mondadori Editore, Milano 1943.
*Alessandro Varaldo, ''Nuove penne dell'aquila'', A. Mondadori Editore, Milano 1935.
*Alessandro Varaldo, ''Le notti incredibili'', A. Mondadori Editore, Milano 1931.
 
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