Differenze tra le versioni di "Eduardo Galeano"

(quelle due citazioni non sono corrette; domani, le prendo dal libro)
*Il torturato tortura i sogni del suo carnefice. (''Finestra sull'essere e sul fare'')
*Il [[poeta]] rifugge dalla metafora che trova nello specchio. (''Finestra sull'essere e sul fare'')
*Le donne? Una razza inferiore, come i negri, i poveri e i pazzi. Incapaci di libertà, come i bambini. Destinate a piangere, a gridare, a sparlare del prossimo e a cambiare opinione e pettinatura ogni giorno. A letto e in cucina talvolta danno piacere. Al di fuori di questo, causano solo dispiaceri. (''Storia dell'uomo che voleva partorire'')
*Le cose sono padrone dei padroni delle cose e io non trovo il mio volto nello specchio. Parlo ciò che non dico. Sto, ma non sono. E salgo su un treno che mi porta dove non vado, in un paese esiliato da me. (''Finestra sulla nuca'')
*Veniamo da un uovo più piccolo di una testa di spillo, e viviamo su una pietra che gira intorno a una stella nana e che, contro questa stella, prima o poi, si scontrerà. Tuttavia, siamo stati fatti di luce, oltre che di carbonio, ossigeno, merda, morte e altre cose e, in fin dei conti, siamo qui da quando la bellezza dell'universo ha avuto bisogno di essere vista da qualcuno. (''Finestra sul volto'')
 
{{NDR|Eduardo Galeano, ''Parole in cammino'', traduzione di M. Trambaioli, Sperling & Kupfer, Milano 2006}}
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