Differenze tra le versioni di "Peter Schneider"

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*Gli eroi sono più inclini all'autocitazione che all'autocritica. (p. 65)
*Le uniche cose che meritano discussione e interesse non sono i tentativi di dimostrare di avere avuto ragione, ma gli errori commessi e gli aspetti che non si conoscevano. (p. 65)
*I grandi crimini sociali di questo secolo sono stati commessi in nome di un «idea». E l'idea - anche se non la sua esecuzione, è appoggiata e anche inneggiata da noi scrittori. E fin troppo spesso non ci siamo limitati a inneggiare all'idea, ma anche alla sua esecuzione. (p. 69)
 
*Gli scrittori e gli intellettuali reclamano da qualche tempo, spesso e volentieri, di essere catalogati fra le specie in via di estensione. Può anche darsi che lo siano. Però, per amore della completezza, occorre anche aggiungere che costituiscono anche una delle specie più pericolose. (69)
*La dottrina del socialismo non è una scienza ma un'utopia. (p. 73)
*L'utopia socialista è indubbiamente un prodotto delle contraddizioni del capitalismo. Gli scandali del capitalismo non si sono attenuati dai tempi di [[Karl Marx|Marx]] e di Engels, anzi si sono drammaticamente accentuati ed estesi su scala mondiale. (p. 73)
*Chi voglia esercitare una indispensabile, radicale critica del capitalismo, deve innanzi tutto sbarazzarsi di quella sbagliata regola di comportamento della ragione la quale pretende che si debba conoscere la soluzione prima che siano autorizzate le critiche. (p. 73)
*Ogni boia, ogni torturatore, ogni sgerro di uno Stato totalitario si culla nella certezza di non poter essere chiamato a rendere ragione del proprio operato, perché ritiene di essere coperto dagli ordini impartiti dai superiori ovvero dalle leggi del governo. (p. 103)
==Bibliografia==
*Peter Schneider, ''Dopo il Muro'' (''The German Comedy'', originariamente: ''Exstreme Mittelage: Eine Reise durch das deutsche Nationalgefühl''), traduzione di Umberto Gandini, Sperling & Kupfer Editori, 1992.
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