Italo de Feo: differenze tra le versioni

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(Nuova pagina; testo: ''''Italo de Feo''' (1912 - 1985), scrittore, critico, saggista e giornalista italiano. ==''Cavour''== ===Incipit=== La vita di un uomo come [[Camillo Benso, conte...')
 
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*Contro le ideologie astratte dello zio, che sognava una pace universale, metteva avanti osservazioni di semplice buon senso: « La pace universale sarebbe un beneficio immenso, ma mi sembra che il mezzo da voi proposto (per ottenerla ) sarebbe illusorio…Il filantropo deve indicare il [[fine]] e i mezzi che presentano le minori difficoltà per arrivarvi, e bench*è il fine sia eccellente, se lo si vuol raggiungere direttamente si corrono i pericoli più gravi. Per traversare una montagna che ci sepaa da una fertile pianura, bisogna fare lunghi giri per evitare i precipizi di cui il più sovente è seminato il cammino » (p. 33)
*La teoria del gradualismo nelle conquiste sociali e politiche venne da lui delineata con estrema chiarezza quando aveva appena diciannove anni. (p. 33)
*Gettiamo un velo sul passato, che io possa senza rimorso e senza onta felicitarmi di avere la vostra amicizia, ma che io non pensi mai come l’ho ottenuta. Cominciate a conoscermi solo da ora e io mi sforzerò di darvi buona opinione di me. (da una lettera di [[Anna Giustiniani Schiaffino]], p. 39)
*Nel settembre 1835 Camillo annotava nel suo Diario: « L’avvilimento della patria ha così sconvolto il suo cuore che s’appiglia con foga ai principî che giudica più atti per ridare a quella la [[libertà]] e la indipendenza. Ho fatto tutti gli sforzi per richiamarla a sentimenti più ragionevoli. Mi è stato facile mostrarle la vanità e il nessun fondamento delle teorie che l’avevano sedotta. La ragione è onnipotente quando ha per ausiliario l’amore » . (p. 41)
*Ho lo [[spirito]] molto elastico, e credo di sapermi adattare a qualsiasi posizione. La sola cosa che non potrei guardare senza fremere, sarebbe una vita perfettamente oziosa oppure unicamente speculativa. Ho bisogno d’impiegare non solo le mie facoltà intellettuali, ma anche le mie facoltà morali . (Cavour dalla lettera al padre del 2 dicembre 1830, p. 45)
*Annota il 23 agosto : « Gita a Fernet col principe di Craon. Abbiamo visitato il salotto e la stanza da letto di [[Voltaire]]. In essa tutto è rimasto come quando Voltaire vi abitava. I mobili sono molto semplici. Il salotto è pieno di quadri indecenti ». (p. 57)
*È duro sentirsi rinfacciare la magra pietanza che ci vien data e l’inutilità della nostra [[vita]], quando tutte le [[Via|strade]] che l’intelligenza potrebbe aprirmi sono ermeticamente chiuse! (dopo un diverbio col padre p. 65)
*È convenuto che il [[mondo]] dimentica i torti degli uomini, ma quando una [[donna]] ha perduto la reputazione non può riconquistarla neppure con una condotta esemplare. (Teresa Littardi da una lettera inviata ad [[Anna Giustiniani Schiaffino]], p. 71)
*Nota esattamente [[W. R. Thayer]]: « Il genio di Cavour era positivo ed egli non sciupava il tempo in problemi che la sua ragione aveva dichiarato insolubili. Interamente persuaso che era vano sofisticare sugli enigmi dell’esistenza, rivolse la sua attenzione all’aspetto pratico della religione. Avrebbe voluto che il culto fosse soltanto affare di coscienza e di rito; avrebbe voluto che le verità morali venissero insegnate nella loro semplice maestà invece di essere incastonate in velenose superstizioni; Che fosse ad uomini spirituali affidato di parlare dello spirito. Ma i suoi accenni all’istituzione cattolica, dopo questa diagnosi, sono pochi. Era sicuro che l’istituzione richiedeva una completa riorganizzazione e che rigenerando le condizioni politiche, economiche e sociali del tempo anche la [[Chiesa]] sarebbe stata obbligata a riformarsi ». (p. 104-105)
*È una [[disgrazia]] l’avere spirito troppo positivo; i sogni del sentimentalismo, anche più puro, irritano l’uomo freddo e calcolatore, quando vogliono ad ogni costo imporsi alla [[società]]. (p. 138)
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