Differenze tra le versioni di "Vittorino Andreoli"

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'''Vittorino Andreoli''' (1940 – vivente), psichiatra e scrittore italiano.
 
===''Tra un'ora, la follia''===
*Alla fine, anche lo psichiatra abitava il manicomio come gli altri matti. Una vita strana, forse paradossale, forse assurda, ma tutto sommato vera. Quando si doveva stabilire che le cose non andavano, il confronto era con la vita dei sani. Una normalità che, dovendo definirlo, saprei descrivere solo come patologia, in quanto per gli abitanti del manicomio è il "fuori" ad essere anomalo. (da ''I miei matti'')
===[[Incipit]] di alcune opere===
*La solitudine è una pace inaccettabile. Una contenzione dei sentimenti per sembrare normali mentre si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno. E allora si può anche litigare, colpire e colpirsi, pur di non essere soli. Inutile per tutti. Inutile a se stesso. (da ''Tra un'ora, la follia'')
È sera e nella piazzetta del paese si raduna la gente. Suona la banda di Vigo di Fassa, con i maestri nei tipici costumi della valle. Il giovane direttore ha la serietà e l'espressione dei grandi conduttori: quelli che invece di venire a Bellamonte vanno a Salisburgo o a Vienna o a Bayreuth.<br />
Un'atmosfera particolare perché vi partecipano anche i villeggianti, i "siori" giunti da Milano, Parma, Bologna, i grandi del mondo che hanno bisogno di riposo.<br />
I paesani hanno indossato l'abito migliore, per esprimere la loro ospitalità.
 
===Citazioni===
*La solitudine è una pace inaccettabile. Una contenzione dei sentimenti per sembrare normali mentre si avverte il desiderio di esplodere, di esistere per qualcuno. E allora si può anche litigare, colpire e colpirsi, pur di non essere soli. Inutile per tutti. Inutile a se stesso. (da ''Tra un'ora, la follia'')
 
==''I miei matti''==
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''I miei matti''[[Incipit]]===
Ho deciso di fare lo psichiatra nel 1959. <br />
Avevo terminato gli studi liceali e, come tutti i miei compagni, stavo pensando a quale indirizzo prendere all'università. Scegliere una facoltà, a quei tempi, significava scegliere il proprio futuro. E io mi sentivo piuttosto combattuto.<br />
Ero un "secchione", un "secchione" orrendo anche se bene integrato tra i miei coetanei. Al di là dei voti che erano i più alti e non differenziavano nulla, io adoravo la filosofia.
 
===Citazioni===
===''Lettera a un adolescente''===
*Alla fine, anche lo psichiatra abitava il manicomio come gli altri matti. Una vita strana, forse paradossale, forse assurda, ma tutto sommato vera. Quando si doveva stabilire che le cose non andavano, il confronto era con la vita dei sani. Una normalità che, dovendo definirlo, saprei descrivere solo come patologia, in quanto per gli abitanti del manicomio è il "fuori" ad essere anomalo. (da ''I miei matti'')
 
===[[Incipit]] di ''Lettera a un adolescente''===
Carissimo, <br />
è bene ti dica subito che sono vecchio, faccio parte non solo della categoria dei padri ma anche di quella dei nonni. <br />
Un vecchio convinto che non sia accettabile il mutismo tra generazioni, che vuoi dire tra padri e figli dentro la stessa casa, mentre ci si trova fianco a fianco. È meglio parlare che stare muti. Nel mutismo prendono il sopravvento rancori e odi, e allora bisogna non stancarsi di provarci e proprio per questo, per oppormi al dolore della non comunicazione, ho deciso di scriverti.
Ho molte cose da dirti, emozioni e sentimenti da trasmetterti. Mi rivolgo a te senza giovanilismi forzati, semplicemente da vecchio. Assumo nei tuoi confronti l'atteggiamento di un padre e di un nonno. Incarnerò insomma il mio ruolo e lo farò fino in fondo.
 
===''Tra un'ora, la follia''===
È sera e nella piazzetta del paese si raduna la gente. Suona la banda di Vigo di Fassa, con i maestri nei tipici costumi della valle. Il giovane direttore ha la serietà e l'espressione dei grandi conduttori: quelli che invece di venire a Bellamonte vanno a Salisburgo o a Vienna o a Bayreuth.<br />
Un'atmosfera particolare perché vi partecipano anche i villeggianti, i "siori" giunti da Milano, Parma, Bologna, i grandi del mondo che hanno bisogno di riposo.<br />
I paesani hanno indossato l'abito migliore, per esprimere la loro ospitalità.
 
==Bibliografia==
*Vittorino Andreoli, ''Tra un'ora, la follia'' (1999), Rizzoli.
*Vittorino Andreoli, ''I miei matti'' (2004), Rizzoli.
*Vittorino Andreoli, ''Lettera a un adolescente'' (2004), Rizzoli.
 
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