Differenze tra le versioni di "Władysław Reymont"

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==''tomek baran''==
===[[Incipit]]===
Tomek spinse la porta dell'osteria e un'aspra esalazione calda e umida ne venne fuori come da una stalla e un'[[aria]] così pesante e metifica quasi vischiosa lo investì in pieno; egli nonvi fece caso, entrò e si aprì la [[Via|strada]] attraverso la massa di gente addensata come i covoni di avena sul'aia, in direzione dello steccato di assicelle dietro al quale era il banco.
===Citazioni===
*La vita non è dolce, non è di morbido velluto - ma raspa la schiena come la striglia il cavallo, fino a che l'uomo non caccia il proprio [[sangue]]. (p. 193)
==[[Incipit]] di ''la [[morte]]''==
« Padre, eh, babbo! alzatevi! Mi avete sentito o no? Ê [[tempo]]. »<br>« Oh, [[Dio]]! Maria! Oh! » gemette il vecchio scosso sgarbatamente. Dalla pelliccia di pecora venne fuori il suo viso, un viso scarno e patito, pieno di rughe profonde, del colore bigio della terra ch'egli aveva lavorata per tanti anni, in una testa dai capelli bianco-grigi,come i campi arati del tardo [[autunno]] coperti di brina. I suoi [[Occhio|occhi]] erano chiusi, la lingua gli veniva fuori dalle labbra livide e screpolate mentre respirava pesantemente.
 
==[[Incipit]] di ''un giudizio popolare''==
La porta si spalancò all'improvviso rumorosamente, lasciando entrare il [[vento]] e dall'andito buio, in un silenzio minaccioso, una schiera di contadini,senza dir neppure « Sia lodato [[Gesù Cristo]] », irruppe nella stanza così che il mugnaio lasciò cadere il suo cucchiaio sulla tavola e, tenendo ferma la lampada che aveva cominciato a vacillare al forte vento, li misurò uno dopo l'altro con occhi sorpresi.
 
==[[Incipit]] di ''in una notte d'[[autunno]]''==
Sulla strada maestra trasformata dalla pioggia in un torrente di fango come una paludosa poltiglia fra i campi neri e deserti, camminava un contadino ubriaco.<br>Faceva già buio; la fredda, piovosa, sudicia [[sera]] di [[novembre]] si stendeva su tutta la [[terra]].<br>Il [[mondo]] piangeva ininterrottamente dalle sue occhiaie sprofondate, penetranti, [[lacrime]] di pioggia; i campi nudi, come gonfi per l'umidità, mandavano un luccichio vitreo; i fossati e i solchi erano pieni d'acqua e gli [[Albero|alberi]] spogliati del loro fogliame nella loro inerzia sipiegavano sulla strada maestra e tremavano per il freddo e l'umidità.
 
==Bibliografia==
* W. S. Reymont, ''è giusto!'' (''sprawiedliwie''), traduzione di Ettore Lo Gatto, Fratelli Fabbri Editori, [[Milano]] 1966.
* W. S. Reymont, ''tomek baran'' (''tomek baran''), traduzione di Ettore Lo Gatto, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1966.
* W. S. Reymont, ''la morte'' (''śmierć''), traduzione di Ettore Lo Gatto, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1966.
* W. S. Reymont, ''un giudizio popolare'' (''osądzona''), traduzione di Ettore Lo Gatto, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1966.
* W. S. Reymont, ''in una notte d'autunno'' (''w jesinną noc''), traduzione di Ettore Lo Gatto, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1966.
 
 
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