Differenze tra le versioni di "Henry De Vere Stacpoole"

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===Citazioni===
*Perpetuamente morente e perpetuamente rinnovantesi, divorata dai pesci e assalita dal mare: ecco la vita della barriera corallina, non dissimile da quella d'un cavolo o d'un albero.<br>Ogni tempesta porta via qualche brano di roccia, che il corallo vivente sostituisce: si aprono in essa ferite che si rapprendono e si cicatrizzano proprio come le ferite nel corpo umano. (p. 185-186)
*''Il sonno del paradiso''<br>Quella sera sorse la luna e saettò con le sue frecce d'argento la casa sotto l'albero del pane. La casa era vuota. Poi la luna, via via salendo, rischiarò tutto il mare e la scogliera. Penetrò la laguna fino ai più profondi e oscuri recessi. Illuminò le forme dei coralli e i fondi sabbiosi stampandovi sopra l'ombra dei pesci imbiancati anch'essi dal chiarore. L'equoreo signore della laguna emerse a salutarla, e il moto delle sue pinne ne ruppe i riflessi argentei sullo specchio dell'acqua, in mille lucenti increspature. Essa guardò le bianche ossa dello scheletro sulla scogliera. Poi, sbirciando attraverso gli alberi, s'insinuò giù nella valle, dove il grande idolo di pietra era rimasto a vigilare per cinquemila anni o forse più. Ai suoi piedi, nella sua ombra, quasi affidati alla sua protezione, nudi e avvinti, giacevano nel sonno profondo due esseri felici.<br>La lunga veglia dell'idolo, pur nella solitudine, non sarebbe stata triste, se allietata di quando in quando, a distanza di anni, da episodi come questo. Era avvenuto come tra le creature dell'aria. Un rito naturale, innocente, senz'ombra di colpa. Eran state nozze secondo Natura, senza pompa mondana, consumate con cinismo inconsapevole, all'ombra di una religione morta da migliaia d'anni.<br>Così felici si sentivano essi nella loro ignara maraviglia, che sapevano solo come la vita fosse d'improvviso mutata, il cielo e il mare fatti più azzurri, e se stessi divenuti magicamente l'uno parte dell'altra. E anche gli uccelli dell'albero proteso sopra l'umile tetto erano ugualmente beati nella loro ingenua ebbrezza d'amare. (Capcap. IX, p. 224-225)
 
{{NDR|Henry De Vere Stacpoole, ''La laguna azzurra'' (''The Blue Lagoon''), traduzione di Maria Luisa Fagnocchi, Frassinelli Tipografo Editore, Torino 1949.}}