Arabia: differenze tra le versioni

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*Madre bella, crudele e spietata, l'Arabia accolse a turbe infinite gli uomini nel suo grembo, quando era nella sua lieta giovinezza, avvolta in manti di verzura e in molli nebbie e nubi irroratrici; ma poi invecchiata, impoverita, inaridita e riarsa, ne fece uomini nuovi, aspri, taglienti, forti d'animo e di mente, avidi nel godere, crudelissimi verso le sofferenze altrui, e quindi li cacciò da sé, gli uni appresso agli altri, minacciandoli di orribile morte se non partivano. Or questo spirito crudele, duro, egoista e superbo si rispecchiò appunto nella fede semitica: la fede d'Israele antica, di Assiria, di Babilonia, della Siria e della Fenicia è tutta imbevuta di questo poderoso egoismo, assetato di ricchezze e di godimenti, sitibondo di lotte e di sangue. ([[Leone Caetani]])
*Nel mondo arabo non esiste la tradizione dei partiti politici intesi come forza sociale di punta e bene organizzata. È difficile costruire un partito del genere. ([[Ryszard Kapuściński]])
*Pei due golfi Arabico e Persico; pei due deserti, il paese l'israelitico dal lato di Suez, e l'arabico verso l'Eufrate, è l'Arabia da terra e mare sì isolata, che i suoi geografi opportunamente la nominano isola degli Arabi. Un viaggiatore ne fa il giro in tre mesi, o cento giorni. ([[Cesare Cantù]])
*Quando gli Arabi compariscono nella storia, avevano già vissuto, di generazione in generazione, sì a lungo nei deserti, che la loro natura si era completamente adattata alle condizioni di quel paese; adattata al punto da apparire esso il popolo dei deserti per eccellenza, quello che meglio di ogni altro ritrae nei suoi costumi, nella sua favella, in ogni suo atto e pensiero la vita delle grandi solitudini. L'adattamento degli Arabi alle condizioni del loro paese è già sì completo fin dal loro primo comparire nella storia, che noi li vediamo, con maraviglia, anche tenacemente affezionati al loro paese, nonostante tutti i suoi orrori e terrori, e preferirlo persino a tutti gli altri della terra. Essi sono già i veri figli del deserto, foggiati da esso su di uno stampo speciale, che non ritroviamo poi altrove, presso verun popolo. ([[Leone Caetani]])
*Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di [[Maometto]]; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; ''Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia'' é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. ([[Cesare Cantù]])
 
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