Licurgo Cappelletti: differenze tra le versioni

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'''Licurgo Cappelletti''' (1842 – 1921), insegnante, storico e scrittore italiano.
 
==Citazioni di Licurgo Cappelletti==
*Il conte [[Jean-Baptiste du Barry|Giovanni du Barry]] era soprannominato ''Jean le roué''; egli cercava di guadagnare anche sulle sue amanti (ne aveva una collezione completa: alte, basse, nere, bionde, castagne, ecc.); ma, nel secolo passato ciò non era una vergogna; certi scrupoli non esistevano; ognuno faceva il comodo suo; tant'è vero che la Polizia se ne ingeriva pochissimo, perché l'immoralità non aveva nulla a che fare colla politica. Un uomo immorale era chiamato un uomo di spirito; ed un uomo onesto, che avesse gridato contro tale immoralità, sarebbe stato arrestato senza tanti complimenti, e poi chiuso nella Bastiglia.<ref>Da ''Le donne della rivoluzione'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, p. 48.</ref>
 
*[[Teresa Cabarrus|Teresa {{NDR|Cabarrus}}]] giunse a Parigi in tutto lo splendore della sua bellezza spagnuola: la sua apparizione fu come uno sprazzo di vivida luce nelle sale aristocratiche della superba metropoli. Ella aveva sedici anni; possedeva moltissimo spirito; parlava molto, e parlava bene, con quell'accento colorito che è una proprietà esclusiva delle donne meridionali: ella cantava con quella soave noncuranza di chi nasconde il proprio sapere. Alessandro Lameth<ref>Alexandre de Lameth (1760-1829), politico e generale francese.</ref> diceva: "La natura le ha detto: canta! ed ella ha cantato; le ha detto: balla! ed ella ha ballato". Infatti danzava come cantava, cioè con quella grazia innata, e con quella gaiezza di cuore delle creature predilette dal cielo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, p. 269.</ref>
 
*Uno scrittore contemporaneo ha detto che "il regno di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]] riassume tutti i contrasti della vita umana<ref>F. De Vyré, ''Marie-Antoinette, sa vie, sa mort''. Paris, Plon, 1889; pag. 1. {{NDR|N.d.A.}}</ref>." Infatti, quest'infelice principessa provò tutto ciò che un'umana creatura può provare: l'amore de' parenti, l'affetto del marito, la tenerezza de' figli, il rispetto de' sudditi, l'adulazione dei cortigiani, l'odio delle fazioni, i sarcasmi e la maldicenza dei nobili, la diffidenza della Corte, le ingiurie della plebe, le umiliazioni della monarchia atterrata, vilipesa, insultata; quindi, bevendo il calice sino alla feccia, soffrì la prigionia più atroce; vide il suo sposo e sovrano immolato sopra un patibolo; strappati dal seno i propri figli; e finalmente, trascinata dinanzi a un tribunale di sangue, e fatta segno alle più infami e calunniose accuse, fu condannata a morte ed uccisa.<ref>Da ''Le donne della rivoluzione'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, pp. 1-2.</ref>
 
==''Della civiltà e della sua storia''==
 
*L'[[individualismo]] entrò in seguito nella religione, e {{sic|surse}} Calvino. Entrato ancora nella politica vennero fuori i pubblicisti protestanti. L'individualismo nella filosofia tenne fra i suoi seguaci Montaigne; e in ultimo arrivò a combattere contro l'autorità. Tutte queste cose altro non furono che cause indirette della famosa rivoluzione francese del 1789. (cap. XV, p. 34)
 
==''Le donne della rivoluzione''==
*Uno scrittore contemporaneo ha detto che "il regno di [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]] riassume tutti i contrasti della vita umana<ref>F. De Vyré, ''Marie-Antoinette, sa vie, sa mort''. Paris, Plon, 1889; pag. 1. {{NDR|N.d.A.}}</ref>." Infatti, quest'infelice principessa provò tutto ciò che un'umana creatura può provare: l'amore de' parenti, l'affetto del marito, la tenerezza de' figli, il rispetto de' sudditi, l'adulazione dei cortigiani, l'odio delle fazioni, i sarcasmi e la maldicenza dei nobili, la diffidenza della Corte, le ingiurie della plebe, le umiliazioni della monarchia atterrata, vilipesa, insultata; quindi, bevendo il calice sino alla feccia, soffrì la prigionia più atroce; vide il suo sposo e sovrano immolato sopra un patibolo; strappati dal seno i propri figli; e finalmente, trascinata dinanzi a un tribunale di sangue, e fatta segno alle più infami e calunniose accuse, fu condannata a morte ed uccisa.<ref>Da ''Le donne della rivoluzione'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, (pp. 1-2.</ref>)
 
*Il conte [[Jean-Baptiste du Barry|Giovanni du Barry]] era soprannominato ''Jean le roué''; egli cercava di guadagnare anche sulle sue amanti (ne aveva una collezione completa: alte, basse, nere, bionde, castagne, ecc.); ma, nel secolo passato ciò non era una vergogna; certi scrupoli non esistevano; ognuno faceva il comodo suo; tant'è vero che la Polizia se ne ingeriva pochissimo, perché l'immoralità non aveva nulla a che fare colla politica. Un uomo immorale era chiamato un uomo di spirito; ed un uomo onesto, che avesse gridato contro tale immoralità, sarebbe stato arrestato senza tanti complimenti, e poi chiuso nella Bastiglia.<ref>Da ''Le donne della rivoluzione'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, (p. 48.</ref>)
 
*[[Teresa Cabarrus|Teresa {{NDR|Cabarrus}}]] giunse a Parigi in tutto lo splendore della sua bellezza spagnuola: la sua apparizione fu come uno sprazzo di vivida luce nelle sale aristocratiche della superba metropoli. Ella aveva sedici anni; possedeva moltissimo spirito; parlava molto, e parlava bene, con quell'accento colorito che è una proprietà esclusiva delle donne meridionali: ella cantava con quella soave noncuranza di chi nasconde il proprio sapere. Alessandro Lameth<ref>Alexandre de Lameth (1760-1829), politico e generale francese.</ref> diceva: "La natura le ha detto: canta! ed ella ha cantato; le ha detto: balla! ed ella ha ballato". Infatti danzava come cantava, cioè con quella grazia innata, e con quella gaiezza di cuore delle creature predilette dal cielo.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890, (p. 269.</ref>)
 
==''Letteratura spagnuola''==
 
==Bibliografia==
*Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_2z4dNZFO6Y8C/page/n3/mode/1up Della civiltà e della sua storia]'', Tipografia Vannucchi, Pisa, 1863.
*Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/ledonnedellariv00cappgoog/page/n7/mode/1up Le donne della rivoluzione]'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1890.
*Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/CappellettiLetteraturaSpagnuola/mode/1up Letteratura spagnuola. {{small|Aggiuntovi un cenno storico sulla letteratura portoghese}}]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1882.
*Licurgo Cappelletti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_SDiu08XJqSYC/page/n4/mode/1up Storia di Vittorio Emanuele II e del suo Regno]'', vol. I, Voghera Enrico tipografo, Roma, 1892.
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