Cantautore: differenze tra le versioni

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*Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro detesto) facendo probabilmente torto tanto ai poeti che ai cantautori. Siamo due entità distinte che talvolta si avvicinano. Io, immodestamente, credo di aver lavorato molto sulle parole. Certo, qualche critico distratto potrebbe accusarmi di scrivere da anni la stessa canzone, ma commetterebbe un grosso errore. Inviterei questi critici a studiare per bene la forma, si accorgerebbero così che uso spesso un procedimento tecnico atipico che mi consente (che non è come dire: mi consenta...) di giocare con i vocaboli e la metrica. Non solo io, naturalmente. Ma anch'io. Abbiamo rinnovato il linguaggio della canzone. Prima di noi, tutto era più superficiale. ([[Francesco Guccini]])
*I cantautori pensano che il fatto che la Chiesa li chiami, sia una prova della non banalità della loro produzione. ([[Carlo Verdone]])
*La canzone d'autore è sempre esistita ed esisterà sempre. Non è un vezzo, non è una moda. E tutto quello che resiste al tempo è patrimonio di tutto il costume e di tutta la cultura del nostro Paese. Quindi è nelle nostre mani, perciò va protetto. E poi è un patrimonio non solo italiano. ([[Enrico De Angelis]])
*La vera canzone d'autore è una sintesi dell'esistenza, detta in maniera tutto sommato semplice. Perché sebbene alcune canzoni sembrino contorte e difficili, bastano sempre due letture per comprenderle. Inoltre, la vera canzone d'autore non vuole propagare verità assolute, però percorsi, quelli sì. ([[Roberto Vecchioni]])
*''Ora lasciami solo, solo, | solo come un cantautore | poco attuale, sì fa male nell'attesa | che arrivi come una sorpresa | una melodia moderna | con le immagini potenti | per piacere al mio editore | o a una ragazza del 2000 | e rinnovare il mio contratto.'' ([[Colapesce Dimartino]])
*Pretendere di dare alla gente attraverso una canzone qualcosa che sia più del sorriso, seppur amaro, qualcosa che avvii un processo concreto, è pura illusione. Questa è la tesi di molti cantautori ed anche la mia: in Italia una cosa che ha sempre funzionato è l'ironia, la satira (anche se nessuno si è mai riconosciuto in quei personaggi che ne sono stati oggetto), il "non se ne può più semplificato e senza drammatici seguiti". ([[Rino Gaetano]])