August Strindberg: differenze tra le versioni

sistemo. A margine: in "Citazioni di August Strindberg" ce ne sono due da "La signorina Julie", inserite da altri, che andrebbero nella relativa sezione, ma non le sposto perché non so dove collocarle con esattezza dato che manca il numero di pagina
(sistemo. A margine: in "Citazioni di August Strindberg" ce ne sono due da "La signorina Julie", inserite da altri, che andrebbero nella relativa sezione, ma non le sposto perché non so dove collocarle con esattezza dato che manca il numero di pagina)
*Abituati a osservare il mondo a volo d'uccello, e vedrai allora che tutto ti sembrerà piccolo e insignificante.<ref>Da ''La stanza rossa''. Citato in AA.VV., ''Il libro della letteratura'', traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 185. ISBN 9788858024416</ref>
*...forse potrebbe nascere una nuova arte drammatica e il teatro potrebbe tornare almeno ad essere un'istituzione per la ricreazione delle persone colte. Aspettando un siffatto teatro potremo ben scrivere per il cassetto e preparare il repertorio futuro. Io ho fatto un tentativo! Se non è riuscito, ci sarà abbastanza tempo per farne altri! (dalla prefazione a ''La signorina Julie'')<ref name= Codignola/>
*Mi prendo la libertà, di offrirti qui davanti la prima tragedia naturalistica del teatro svedese, e ti prego di non rifiutarla senza una profonda riflessione, o te ne pentirai più tardi, come dice il tedesco "Ceci datera" = questa opera rimarrà nella storia. P.S. La signorina Julie è la prima di tutta una serie di tragedie naturalistiche. (dalla lettera a Bonnier)<ref name= Codignola>Citato in August Strindberg,Da ''La signorina Julie'', traduzione a cura di Luciano Codignola, Adelphi, 1982.</ref>
 
==''Dall'Italia''==
*Che non tutti possano vivere allo stesso modo, lo capisco, ma la differenza può essere tanto grande?
*Cos'è la [[poesia]]?<br>Non è la realtà, ma più della realtà... Non è un sogno, ma sognare da svegli... {{NDR|Dialogo fra il poeta e la figlia}}
 
==[[Incipit]] de ''La sala rossa''==
Maggio era appena cominciato e il piccolo giardino pubblico, su al Mosebacke, non era stato ancora riaperto dopo la chiusura invernale. Ma i bucaneve, che erano riusciti a emergere dallo strato di foglie morte dell'anno precedente, stavano già per lasciare il posto ai delicati fiori di croco, e i lillà aspettavano solo il vento del sud per rifiorire.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
==''La signorina Julie''==
*Nei [[sogni]] si rispecchia il mio intimo, perciò posso servirmene come di uno specchio per la barba: vedere quello che faccio, evitando di tagliarmi. (cap. II, p. 45)
*[...] con le astuzie si [[Inganno|inganna]] solo sé stessi. (cap. II, p. 57)
*Alla fine è questa la solitudine: avvolgersi nella seta della propria anima, farsi crisalide e aspettare la metamorfosi, perché questa arriva sempre. Nel frattempo si vive delle proprie esperienze e telepaticamente si vivono le vite degli altri. Morte e resurrezione; una nuova educazione per un futuro sconosciuto.<br>Alla fine si è l'unico padrone di sé stessi. Nessun pensiero d'estraneo controlla i miei, nessuna idea o capriccio altrui limita i miei. L'anima inizia adesso a crescere in una libertà di nuova acquisizione, e si prova un'inaudita pace all'interno, una quieta gioia, un sentimento di sicurezza e senso di responsabilità. (cap. III , p. 59)
*La prima cosa che si ottiene con la solitudine è la resa dei conti con sé stessi e il passato. È un lavoro lungo, tutta un'educazione a vincere sé stessi. Ma lo studio più fertile è proprio il [[conoscere sé stessi]], se è possibile. A volte si può certamente ricorrere allo specchio, in particolare uno specchio a mano, altrimenti non si può sapere come si appare di schiena. (cap. III, pp. 61-62)
*Ma la solitudine, allo stesso tempo, rende emotivi, e mentre prima con la brutalità mi ero armato contro la sofferenza, adesso divenivo più sensibile alle pene degli altri, facile preda delle influenze esterne, anche se non di quelle cattive. Queste infatti, mi spaventavano solamente, e mi facevano ritirare ancora di più all'indietro. (cap. III, p. 63)
*Davanti al proprio [[figlio]] si cerca di far vedere il proprio lato bello, e perciò si proiettano i migliori riflessi di sé sul viso morbido del bambino, che si ama come una versione migliore di sé stessi. (cap. V, p. 115)
*[...] il giovane [[adolescente]] è brutto, con le sue sproporzioni nei tratti, quell'orribile mescolanza di superuomo infantile e di vita animalesca che si sveglia, con accenni a passioni e conflitti, terrore dell'ignoto, rimorso per le cose ormai compiute; e quell'eterna e indomabile smorfia di fronte a ogni cosa; odio per tutto ciò che sta sopra e opprime, di conseguenza odio per i più vecchi, i più fortunati; sfiducia verso una vita che ha da poco trasformato un bambino indifeso in un rapace. (cap. V, pp. 115-116)
 
==[[Incipit]] de ''La sala rossa''==
Maggio era appena cominciato e il piccolo giardino pubblico, su al Mosebacke, non era stato ancora riaperto dopo la chiusura invernale. Ma i bucaneve, che erano riusciti a emergere dallo strato di foglie morte dell'anno precedente, stavano già per lasciare il posto ai delicati fiori di croco, e i lillà aspettavano solo il vento del sud per rifiorire.<br>
 
{{NDR|citatoCitato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
==Note==
 
==Bibliografia==
*August Strindberg, ''Dall'Italia'', a cura di Bruno Berni, Biblioteca del Vascello, Roma, 1993.
*August Strindberg, ''Gli isolani di Hemsö'', traduzione di Mario Gabrieli, Sansoni Editore, Firenze, 1966.
*August Strindberg, ''La signorina Julie'' – Teatro Naturalistico II, introduzione e traduzione di Luciano Codignola, Adelphi, 1982. ISBN 88-459-0508-X
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