Léon Bloy: differenze tra le versioni

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*Le celebri parole dell'abate [[Henri Edgeworth de Firmont|Edgeworth]] ai piedi del patibolo di [[Luigi XVI]]<ref>«Figlio di [[Luigi IX di Francia|san Luigi]], salite al cielo.»</ref>sono vere in tutti i sensi e sembrano ispirate dal sovrannaturale; ma sono parole che avevano bisogno di essere dette. Davanti al patibolo della regina sono inutili: poiché [[Maria Antonietta]], per suo infinito rammarico e sua infinita consolazione, sa una cosa che Luigi XVI non ha mai capito. Sa di essere la regina ''espiatoria'' di tutti i peccati della discendenza di [[Luigi IX di Francia|Luigi il Santo]], e che sotto la lama infame essa portorisce alla gloria del Paradiso gli antenati del suo sposo. (p. 54)
*Cosa ne sarebbe stato della Francia se [[Maria Teresa d'Austria|Maria Teresa]] non avesse dato in sposa Maria Antonietta al delfino di Francia? Forse oggi vi regnerebbero ancora i Borboni in maniera assoluta e tutto sarebbe oggi come allora, si avrebbe una corte corrotta che venderebbe anche l'anima per poter in qualche modo possedere sempre più denaro, no non si poteva andare avanti così, anche lei stessa non sopportava tutto ciò, bisognava dare un taglio e il destino la prescelse, per dare un taglio a tutto ciò, ma con il proprio sangue, lei pagò per tutti quei secoli di oppressione, di tirannia da tutti coloro che furono i reali di Francia.
====Un ultimo spettro (capitolo finale)====
*Mia Signora e Sovrana,<br>allorché ho sollecitato l'onore di difendere Vostra Maestà, non ho certo pensato che una parola umana, per grande che fosse, potesse salvare una Regina già condannata.<br>Tutto l'apparato che ci circonda non è che una pomposa rappresentazione giuridica, simulacro tenebroso di un Giudizio che verrà, più temibile, alla fine dei tempi, quando tutti i giudici, fedeli o prevaricatori che siano, saranno a loro volta chiamati.<br>Sapevo con certezza l'assoluta inutilità della difesa e l'eccessiva temerità di un simile cimento. Sapevo che in questi tempi di fraternità e libertà l'innocenza degli accusati è la più audace delle presunzioni, e che la difesa non è che un bisbiglio all'orecchio impenetrabile del Crimine.<br>E dunque non ho parlato nella speranza di giustizia, ma per salvare l'onore del nome della Francia. Non ho voluto che fosse scritta nella storia l'incancellabile vergogna del silenzio di ''tutti'' i vostri sudditi. Non ho voluto che si potesse dire un giorno: "I francesi furono tanto vigliacchi che nessuno di loro volle esporsi per quella regina abbandonata!".<br>Sono venuto a portare qui la mia indignazione e la mia testa. La prenda chi vuole, io non la difenderò più di quanto non abbia difeso l'augusta testa di Maria Antonietta di Francia, poiché mi riterrei ripagato delle mie parole se ottenessi l'onore di condividere il suo patibolo. (p. 78-79)
*Ma prima che scada definitivamente il tempo che ho a disposizione, degnatevi di tollerare, o mia Sovrana, l'ardire mio di difendervi contro il solo nemico davvero formidabile che voi abbiate da temere in quest'aula. Mi riferisco a voi, alla vostra grandezza. <br>Abbiamo ancora bisogno della vostra pietà, nella nostra vigliaccheria e nel nostro avvilimento senza pari. Spegnete, se vi riesce, le fiamme del vostro legittimo risentimento, perdonate ai francesi, come il Re, vostro sposo, ha loro perdonato... <br>Ci protegga la vostra rassegnazione, e l'anima vostra dolorosa diventi l'ultimo rifugio degli assassini che l'hanno contrita! <br>Regnerete, così, più compiutamente e con più libertà che nella stessa Versailles, in seno alle magnificenze e alle schiavitù del potere supremo. Sarete potente nel fondo del feretro. <br>O Regina perseguitata! Se tutte le lacrime dei cuori formano un grande fiume che sfocia nei cieli, Vostra Maestà, portata sopra quelle onde, non ha motivo di temere un lungo viaggio, poiché questo fiume di dolore è come un torrente in piena in questi giorni terribili! <br>O Madre oltraggiata come mai fu madre dopo [[Maria|Colei]] le cui lacrime rinnovarono il diluvio, dai secoli chiamata Dolorosa, io vi domando, in nome di Dio misericordioso, la grazia e il perdono per questo povero popolo. (pp. 79-80)
*Alla vigilia della vostra nascita la terra si mise a tremare<ref>Il riferimento è al terremoto di Lisbona verificatosi il 1 novembre 1755, giorno precedente a quello della nascita di Maria Antonietta.</ref>, e in quel terremoto distrusse una delle più grandi città del mondo. Da quale innominabile catastrofe la vostra morte non sarà accompagnata adesso, se la nostra terribile miseria non avrà nemmeno il diritto di fare assegnamento sulla intercessione del vostro supplizio!<br>Questo è ciò che avevo da dire al vostro regale Dolore. Possa la vostra anima fiera esserne confortata in quel che sta per avvenire.<br>Quanto a me, scomparirò come una volgare fiaccola che abbia cercato di contrastare il soffio della tempesta. Vostra Maestà perdoni infine a me medesimo d'aver aggiunto l'intemperanza dei miei discorsi alla straordinaria lungaggine di questo opprimente dibattimento, e voglia ricordarsi del suo impotente servitore nel Regno prossimo dove l'aspettano i Principi fedeli, i disgraziati privi di terrena consolazione e la falange dei santi Martiri! (p. 80)
 
 
==''La tristezza di non essere santi''==