Vittorio Nisticò: differenze tra le versioni

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==Citazioni su Vittorio Nisticò==
*Nel 1957, io mi inventavo e riciclavo giornalista. Cadevo nelle grinfie di un nevrotico abbarbicato al suo tavolo anche per sedici ore di fila, concentrato, incazzoso, scattante, balbettante per timidezza o per furore, dispensava rabbuffi gelidi o appallottolava e tirava in faccia le due cartelle, mi intimidiva da morire, sempre con un bicchiere di latte sul tavolo, fumando milioni di sigarette, finto distratto, finto arruffone, in realtà, attentissimo vigile appassionato, Vittorio Nisticò, che dirigeva ''[[L'Ora]]'' destreggiandosi tra gli scogli e le secche del merdaio palermitano, che aggrediva la città, frugava nelle sue pieghe, denunciava o blandiva dando voce al lettore inerme e indifeso contro i potenti, coagulando attorno a sé tensioni e buona volontà... ([[Giuliana Saladino]])
*Vittorio Nisticò fece un giornale leggendario che era l'Ora di Palermo. Vittorio diceva che i siciliani si dividono in due grandi categorie. I siciliani di scoglio e i siciliani di mare aperto. Il siciliano di scoglio è quello che riesce ad allontanarsi fino al più vicino scoglio. Il siciliano di mare aperto invece prende il largo e se ne va. ([[Andrea Camilleri]])
 
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