Christian Jacq: differenze tra le versioni

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====''Nefer''====
Verso mezzanotte, guidati dal loro capomastro, nove artigiani uscirono dalle mura della città e presero a inerpicarsi per uno stretto sentiero illuminato dalla luna.<br>
Dalla cima delle colline intorno si vedeva il Luogo della Verità, il villaggio che era stato costruito nel deserto e protetto da mura perché i segreti dei suoi abitanti, i costruttori al servizio del faraone, non trapelassero all'esterno.<br>
Nascosto dietro una roccia sulla vetta, Mehy soffocò un grido di gioia.<br>
Da molti mesi il luogo tenente della divisione carri tentava di raccogliere informazioni sulla confraternita cui era affidato il compito di scavare e decorare le tombe della Valle dei Re e delle Regine.<br>
Ma nessuno sapeva niente, eccetto Ramses il Grande, protettore di quel Luogo della Verità dove i maestri di bottega, gli scalpellini, gli scultori e i pittori erano iniziati alle loro funzioni, così essenziali alla sopravvivenza dello stato. Il villaggio aveva un governo e un tribunale propri, e dipendeva direttamente dal re e dal suo primo ministro, il visir.<br>
In teoria, Mehy avrebbe dovuto preoccuparsi solo della propria carriera militare, che si annunciava brillante; ma come poteva dimenticare di aver domandato di essere ammesso nella confraternita e di essere stato respinto? Un nobile del suo rango non andava trattato con tanto disprezzo.<br>
Indispettito, era entrato nel corpo scelto della divisione carri, dove si era imposto e dove contava di raggiungere presto un alto grado nella gerarchia.<br>
Nel suo cuore, però, aveva cominciato a covare un odio sempre più profondo per quella maledetta comunità di artigiani da cui era stato umiliato e la cui sola esistenza gli impediva di essere pienamente felice.<br>
Così era giunto a una decisione: avrebbe scoperto tutti i segreti del Luogo della Verità per poi sfruttarli a proprio vantaggio. Oppure, se non ci fosse riuscito, avrebbe distrutto quell'oasi tanto inaccessibile e fiera dei suoi privilegi.<br>
Ma per raggiungere il suo obiettivo non doveva commettere errori né destare sospetti. In quegli ultimi giorni, però, era stato assalito da dubbi. E se i Servitori del Luogo della Verità, come venivano ufficialmente definiti, fossero stati solo dei volgari millantatori e i loro presunti poteri null'altro che chimere e illusioni? Se la Valle dei Re, così gelosamente difesa, avesse contenuto al suo interno soltanto i cadaveri dei monarchi congelati nell'immobilità della morte?
 
====''Claire''====
Il pericolo incombeva, ossessivo.<br>
Dalla morte di Ramses il Grande, dopo sessantasette anni di regno, il Luogo della Verità viveva nell'angoscia. Situato sulla riva occidentale di Tebe, il villaggio segreto e chiuso degli artigiani, il cui compito più importante era quello di scavare e decorare le tombe dei re e delle regine, si interrogava sulla propria sorte.<br>
Allo scadere dei settanta giorni di mummificazione dell'illustre defunto, quali decisioni avrebbe preso il nuovo faraone, Merenptah, che aveva sessantacinque anni? Figlio di Ramses, aveva fama di uomo autoritario, giusto e severo; ma avrebbe saputo sventare gli inevitabili complotti e liberarsi di coloro che brigavano per occupare il "trono dei vivi" e per impadronirsi delle Due Terre, l'Alto e il Basso Egitto?<br>
Ramses il Grande era stato il generoso protettore del Luog della Verità e della confraternita degli artigiani, che dopendeva direttamente dal re e al suo primo ministro, il visir; aveva un tribunale proprio e beneficiava di un rifornimento quotidiano di derrate. Libero da preoccupazioni materiali, poteva dedicarsi alla sua opera, vitale per la sopravvivenza spirituale del paese.
 
====''Paneb''====
A una sola cosa miravano i cinque uomini che erano riusciti ad avvicinarsi alla zona proibita: introdursi furtivamente nel Luogo della Verità, il villaggio segreto della riva occidentale di Tebe, forzare le porte del tempio e rubarvi un tesoro di inestimabile valore.<br>
L'uomo che guidava il drappello di ladri sorrise pensando all'enorme ricompensa che lo aspettava: nessuno, nemmeno Sobek, il capo della polizia locale, poteva prevedere tutto, e il rischio, per loro, era ancor meno grande se si considerava che godevano della complicità di un membro della confraternita, la quale si credeva perfettamente al sicuro dietro le proprie alte mura.<br>
Il traditore aveva il cuore in gola.<br>
Approfittando di quel periodo d'incertezza in cui il nuovo sovrano non era stato ancora incoronato, lui e il suo alleato nel mondo esterno avevano deciso di tentare il colpo grosso e di assegnare a una banda di briganti il compito di rubare la Pietra di Luce, sulla quale vegliavano gelosamente gli artigiani incaricati di scavare e decorare le dimore dell'eternità.<br>
Nel giro di qualche ora, il traditore avrebbe abbandonato per sempre il Luogo della Verità, dove aveva vissuto per tanti anni, imparato il mestiere e condiviso con gli altri segreti e momenti esaltanti. Perché, pur possedendo tutte le qualità necessarie, non era stato nominato capo-maestro dai confratelli?<br>
Dopo il primo momento di rabbia aveva cominciato a provare risentimento e desiderio di vendicarsi di quell'assemblea ingrata. E quando il destino gli aveva schiuso davanti una nuova strada, non aveva esitato: portando alla rovina la confraternita sarebbe finalmente divenuto un uomo ricco, avrebbe avuto una bella casa, con un grande giardino e una schiera di servi zelanti da comandare a bacchetta. Avrebbe detto addio alle massacranti giornate di lavoro durante le quali bisognava obbedire al maestro di bottega, e smesso di assolvere compiti ingrati solo a beneficio del faraone. Di lì in avanti, si sarebbe goduto la vita dimenticando l'antico giuramento e tutto il passato.
 
====''Maat''====
Il Luogo della Verità, il villaggio segreto degli artigiani incaricati di scavare e decorare le tombe della Valle dei Re, era sopraffatto dall'angoscia. Dopo l'assassinio del maestro di bottega Nefer il Silenzioso, uomini, donne, bambini e persino gli animali domestici come il cane Nero o Bestiaccia, l'oca guardiana, avevano paura del tramonto.<br>
Quando il sole sprofondava nella montagna per iniziare il suo viaggio notturno nel cuore del mondo sotterraneo, tutti gli abitanti del villaggio si rifugiavano nelle loro casette bianche. Di lì a poco un'ombra malefica sarebbe uscita dal sepolcro di Nefer, alla ricerca di una preda.<br>
Un'adolescente le era sfuggita per miracolo, ma nessuno aveva il coraggio di importunare Claire, la donna saggia, chiusa nel proprio dolore e nella disperazione per la morte del marito. Lei e Nefer erano stati iniziati insieme ai misteri della "grande e nobile tomba dei milioni anni a occidente di Tebe", come era ufficialmente chiamata dalla confraternita, ed erano diventati il padre e la madre della piccola comunità, che comprendeva una trentina di artigiani, "quelli che avevano inteso la chiamata", e le loro famiglie.
 
===La regina Libertà===
 
====''L'impero delle tenebre''====
Immobile da più di mezz'ora, Ahotep vide l'ultima guardia passare davanti alla porta principale del palazzo. Approfittando di quel breve intervallo che precedeva il cambio, la bella ragazza bruna di diciotto anni corse verso un boschetto di tamerici dove rimase nascosta fino al calar del giorno.<br>
Figlia della regina Tetisheri, Ahotep aveva ricevuto un nome particolare che si poteva tradurre in molti modi: ''"La luna è nella sua pienezza"'', ''"La luna è placata"'' oppre ''"Guerra e pace"'', poiché, secondo i saggi, la luna era un dio guerriero che custodiva il segreto della morte e della resurrezione.<br>
La guerra... Non c'era altra soluzione per sbarazzarsi degli invasoir hyksos che controllavano il paese, a eccezione di Tebe, la città sacra del dio Amon. Grazie alla sua protezione, il tempio di Karnak e il territorio circostante erano stati risparmiati dai barbari, ma per quanto tempo ancora?<br>
Gli Hyksos erano arrivati dal Delta, quarant'anni prima, più numerosi di uno sciame di cavallette! Asiatici, arabi cananei, siriani, caucasici, minoici, ciprioti, iraniani, anatolici, e molte altre genti, i corpi protetti da corazze. Utilizzavano strane creature a quattro zampe con una grossa testa, più alte e più veloci degli asini, i cavalli. Essi trainavano delle grandi casse montate su ruote che avanzavano a incredibile velocità e avevano permesso agli aggressori di sterminare i soldati del faraone.<br>
Ahotep accusava il povero esercito tebano di essere debole e codardo. Era chiaro che esso non era in grado di misurarsi con le potenti e numerose truppe dell'occupante, dotate di armi nuove e terrificanti; ma l'inazione poteva soltanto condurre all'estinzione!<br>
Quando Apophis, il cpao supremo degli Hyksos, si sarebbe deciso a radere al suolo Tebe, i soldati egiziani sarebbero scappati e la popolazione sarebbe stata massacrata, a eccezione delle belle donne - obbligate a soddisfare i piaceri della soldataglia - e dei bambini più robusti, ridotti in schiavitù.
 
====''La guerra delle corone''====
Seduto alla sinistra di Apophis, imperatore degli Hyksos, il generale della divisione carri non si trovava affatto al suo agio. Eppure godeva di un onore molto ambito: assistere in ocmpagnia del sovrano più potente del mondo alla gara del toro, di cui gli abitanti di Avaris, capitale dell'impero situata nel Delta dell'Egitto, parlavano con timore pur senza sapere esattamente di cosa si trattasse. Dall'alto di una piattaforma, i due uomini dominavano un'area e una costruzione circolare chiamata "il labirinto", da cui nessuno, stando a quello che si raccontava, poteva uscire vivo.<br>
- Mi sembri molto nervoso - osservò Apophis con quella sua voce rauca che gelava il sangue.<br>
- È vero, Maestà... il vostro invito qui, a palazzo... Non so come ringraziarvi - rispose l'ufficiale superiore balbettando e senza osare rivolgere lo sguardo verso l'imperatore, che era di una bruttezza impressionante.<br>
Alto, con il naso pronunciato, le guance molli, il ventre gonfio e le gambe tozze, Apophis si concedeva solo due civetterie: uno scarabeo di ametista montato su un anello d'oro al mignolo della mano sinistra e un amuleto a forma di croce ansata al collo, gli dava il diritto di vita e di morte sui suoi sudditi. Apophis, "amato dal dio Seth", aveva proclamato se stesso faraone dell'Alto e del Basso Egitto e aveva tentato di fare incidere i suoi nomi per l'incoronazione sull'albero sacro della città santa di Eliopoli. Ma le foglie si erano dimostrate riluttanti e avevano rifiutato di accoglierli. Perciò, Apophis, dopo aver ucciso il gran sacerdote, aveva ordinato la chiusura del tempio e sostenuto che il rito si era svolto correttamente.
 
====''La spada di luce''====
La matricola 1790 crollò.<br>
Con il viso nel fango, Grandi Piedi non aveva più voglia di vivere. Dopo tanti anni passati nel campo di prigionia di Sharuhen, in Palestina, le sue ultime forze si erano esaurite.<br>
Sharuen, la base di appoggio degli Hyksos, che occupavano l'Egitto da oltre un secolo e avevano stabilito la loro capitale ad Avaris, nel Delta. Il loro capo supremo, l'imperatore Apophis, non si accontentava di fare regnare il terrore per mano del suo esercito e della polizia. Approvando una intrigante trovata del gran tesoriere Khamudi, suo fedele braccio destro, aveva creato un campo di prigionia ai piedi della fortezza di Sharuhen, in una zona paludosa e malsana. Durante l'inverno soffiava un vento gelido, mentre in estate picchiava un sole micidiale. Inoltre, la zona era infestata da moscerini e tafani.<br>
- Alzati - lo supplicò la matricola 2501, uno scriba sulla trentina che, in tre mesi, aveva perso dieci chili.<br>
- Non ne posso più... Lasciami stare.<br>
- Se ti dai per vinto, Grandi Piedi, morirai. E non vedrai mai più le tue mucche.<br>
Grandi piedi desiderava morire, ma ancora più grande era il desiderio di rivedere la sua mandria.<br>
Nessuno sapeva prendersene cura come lui.<br>
Come tanti, aveva creduto alla propaganda hykses: "Portate le vostre bestie troppo magre a pascolare nei terreni erbosi del Nord" avevano proposto. "Quando avranno ritrovato il loro vigore, tornerete a casa vostra."<br>
Gli Hyksos avevano rubato le mandrie, ucciso i bovari che protestavano con veemenza e gettato gli altri in quell'anticamera della morte che era Sharuhen.<br>
Grandi pietri non li avrebbe mai perdonati per averlo separato dalle sue mucche. Piuttosto avrebbe accettato un sovraccarico di incombenze, i lavori forzati, marce faticose nei territori inondati, un reddito minore, ma non questo.
 
===I misteri di Osiride===
*Christian Jacq, ''Il romanzo di Kheops. Il ladro di ombre'', traduzione di Francesco Saba Sardi, Mondadori, 1998. ISBN 978-8804452867
*Christian Jacq, ''Il faraone nero'', traduzione di Francesco Saba Sardi, Mondadori, 1999. ISBN 978-8804453833
*Christian Jacq, ''Il segreto della pietra di luce. ClaireNefer'', traduzione di MarioLaura MorelliSerra, Mondadori, 31 marzo 2000., ISBN 8804482982978-8804491224
*Christian Jacq, ''Il segreto della pietra di luce. PanebClaire'', traduzione di LauraMario SerraMorelli, Mondadori, 1° giugno 2000., ISBN 8804482966978-8804482987
*Christian Jacq, ''Il segreto della pietra di luce. MaatPaneb'', traduzione di MarioLaura MorelliSerra, Mondadori, 31 agosto 2000., ISBN 8804482990978-8804482963
*Christian Jacq, ''Il segreto della pietra di luce. Maat'', traduzione di Mario Morelli, Mondadori, 30 novembre 2000, ISBN 978-8804499244
*Christian Jacq, ''La regina Libertà. L'impero delle tenebre'', traduzione di Cristiana Latini, Corriere della Sera, 2004, ISBN
*Christian Jacq, ''La regina Libertà. La guerra delle corone'', traduzione di Maddalena Mendolicchio, Corriere della Sera, 2004, ISBN
*Christian Jacq, ''La regina Libertà. La spada di luce'', traduzione di Maddalena Mendolicchio e Nicolina Pomilio, Corriere della Sera, 2004, ISBN 978-0743480505
*Christian Jacq, ''I misteri di Osiride. L'albero della vita'', traduzione di Maddalena Mendolicchio e Sara Arena, Corriere della Sera, 2004
*Christian Jacq, ''I misteri di Osiride. La cospirazione del male'', traduzione di Cristiana Latini e Chiara Santoriello, Corriere della Sera, 2004
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