Libro dei Giudici: differenze tra le versioni

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*''Si misero in cammino gli [[albero|alberi]] | per ungere un re su di essi. | Dissero all'[[ulivo]]: | Regna su di noi. | Rispose loro l'ulivo: | Rinuncerò al mio olio, | grazie al quale | si onorano dei e uomini, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? | Dissero gli alberi al [[fico]]: | Vieni tu, regna su di noi. | Rispose loro il fico: | Rinuncerò alla mia dolcezza | e al mio frutto squisito, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? | Dissero gli alberi alla [[vigneto|vite]]: | Vieni tu, regna su di noi. | Rispose loro la vite: | Rinuncerò al mio [[mosto]] | che allieta dei e uomini, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? | Dissero tutti gli alberi al [[rovo]]: | Vieni tu, regna su di noi. | Rispose il rovo agli alberi: | Se in verità ungete | me re su di voi, | venite, rifugiatevi alla mia ombra; | se no, esca un fuoco dal rovo | e divori i [[cedro del Libano|cedri del Libano]].'' ([[Iotam (figlio di Gedeone)|Iotam]]: 9, 8 – 15)
*Ora voi non avete agito con lealtà e onestà proclamando re [[Abimelech (re di Sichem)|Abimèlech]], non avete operato bene verso [[Gedeone|Ierub-Baal]] e la sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni... Perché mio padre ha combattuto per voi, ha esposto al pericolo la vita e vi ha liberati dalle mani di [[Madianiti|Madian]]. Voi invece oggi siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una stessa pietra e avete proclamato re dei signori di [[Sichem]] Abimèlech, figlio della sua schiava, perché è vostro fratello. Se dunque avete operato oggi con sincerità e con integrità verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlech ed egli si goda voi! Ma se non è così, esca da Abimèlech un fuoco che divori i signori di Sichem e Bet-Millo; esca dai signori di Sichem e da Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlech! ([[Iotam (figlio di Gedeone)|Iotam]]: 9, 8 – 15)
*[...] il popolo di Sichem uscì alla campagna e [[Abimelech (re di Sichem)|Abimèlech]] ne fu informato. Egli prese la sua gente, la divise in tre schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo usciva dalla città, si mosse contro di essi e li battè. Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono. Abimèlech combattè contro la città tutto quel giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi distrusse la città e la cosparse di sale. (9, 42 – 45)
[[File:Dore DeathOfAbimelech 02.jpg|miniatura|''Morte di Abimelech'' ([[Gustave Doré]], 1866)]]
*Poi [[Abimelech (re di Sichem)|Abimèlech]] andò a [[Tubas|Tebes]], la cinse d'assedio e la prese. In mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si rifugiarono tutti i signori della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul terrazzo della torre. Abimèlech, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò alla porta della torre per appiccarvi il fuoco. Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina sulla testa di Abimèlech e gli spaccò il cranio. Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi e gli disse: "Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica di me: L'ha ucciso una donna!". Il giovane lo trafisse ed egli morì. Quando gli Israeliti videro che Abimèlech era morto, se ne andarono ciascuno a casa sua. Così Dio fece ricadere sopra Abimèlech il male che egli aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli. Dio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem tutto il male che essa aveva fatto; così si avverò su di loro la maledizione di [[Iotam (figlio di Gedeone)|Iotam]], figlio di Ierub-Baal. (9, 50 – 57)
*Dopo Abimèlech, sorse a salvare Israele [[Tola (giudice)|Tola]], figlio di Pua, figlio di Dodo, uomo di Issacar. Dimorava a Samir sulle montagne di Efraim; fu giudice d'Israele per ventitré anni, poi morì e fu sepolto a Samir. Dopo di lui sorse [[Iair]], il Galaadita, che fu giudice d'Israele per ventidue anni; ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città, che si chiamano anche oggi i [[Villaggi di Iair]] e sono nel paese di Gàlaad. Poi Iair morì e fu sepolto a Kamon. (10, 1 – 5)
*[[Sansone]] scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un [[leone]] venirgli incontro ruggendo. Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. [...] Dopo qualche tempo [...] uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c'era uno sciame d'api e il [[miele]]. [...] Sansone disse loro {{NDR|ai Filistei}}: "Voglio proporvi un indovinello [...]. ''Dal divoratore è uscito il cibo | e dal forte è uscito il dolce''". [...] Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: "''Che c'è di più dolce del miele? | Che c'è di più forte del leone?''". (14, 5 – 18)