Jean de La Bruyère: differenze tra le versioni

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[[Immagine:Jean de La Bruyère.jpg|thumb|right|Jean de La Bruyère]]
'''Jean de La Bruyère''' (1645 – 1696), scrittore francese.
 
==Citazioni di Jean de La Bruyère==
*... questa grande sventura di non poter essere soli!<ref>Citato in [[Edgar Allan Poe|Edgar Allan Poe]], ''[[s:it:L'Uomo della folla|L'Uomo della folla]]'', in ''Storie incredibili'', traduzione di Baccio Emanuele Maineri, Tipografia Pirola, Milano, 1869.</ref>
:''Ce grand malheur, de ne pouvoir, être seul''.
 
==''I caratteri''==
*[[Bigotteria|Bigotto]] è colui che, sotto un Re ateo, sarebbe ateo. (1981)
:''Un dévot''<ref>Come indicato in nota da de La Bruyère stesso (2012), da intendersi come ''faux dévot'' (falso devoto), [https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=d%C3%A9vot traducibile come] bigotto, bacchettone, baciapile.</ref> ''est celui qui sous un roi athée serait athée''. (''De la mode'', XIII, 21)
*Ci pentiamo talvolta di aver parlato poco, e spesso di aver parlato troppo; è questa una vecchia massima che ognuno sa e che nessuno mette in pratica. (1917, pp. 149-150)
*Ci sono occasioni nella vita in cui la verità e la semplicità sono il più abile maneggio. (1981)
*Coloro che, senza conoscerci abbastanza, pensano male di noi, non ci fanno torto; non attaccano noi, ma il fantasma creato dalla loro immaginazione. (1981)
*Nella [[repubblica]] esistono mali che sono sopportati perché prevengono o impediscono mali peggiori. Vi sono altri mali che sono tali soltanto per la loro costituzione e che, essendo in origine abusi o cattive abitudini, in seguito e nella pratica risultano meno perniciosi di una legge più giusta o di un consuetudine più ragionevole. Si constata una specie di mali che può essere corretta tramite cambiamenti o innovazioni, male anch'essa ed estremamente dannosa. Altri ve ne sono, nascosti e sommersi come immondezze in una cloaca, voglio dire seppelliti sotto la vergogna, sotto il segreto e nel buio: non è possibile esplorarli e rimestarli senza che esalino il veleno e l'infamia; talvolta i più savi non sanno se sia meglio conoscere questi mali o ignorarli. (2012)
*Nulla costa meno alla passione del porsi al di sopra della ragione. (1981)
*Ogni nostro male deriva dal non essere noi soli: da ciò il giuoco, il lusso, la dissipazione, il vino, le donne, l'ignoranza, la maldicenza, la invidia, l'oblio di sé stessi e di Dio. (1917, p. 145)
*Per far fortuna, soprattutto una grande fortuna, occorre una specie particolare di ingegno. (1981)
*Quando con certe persone si è fatto il possibile per conquistarle, se la cosa non riesce c'è ancora una risorsa: non far più nulla. (1981)
*Un uomo di ingegno mediocre crede di scrivere divinamente; uno di solido ingegno ritiene di scrivere passabilmente. (1981)
*Una donna dimentica di un uomo che non ama più persino i favori ch'ella gli ha prodigato. (2012)
*Un vecchio innamorato è una grande deformità di natura. (1917, p. 147)
*Vi sono persone che parlano un istante prima di aver pensato. (1981)
*Vorrei vedere un uomo sobrio, misurato, casto, equanime dichiarare che non c'è un Dio: se non altro parlerebbe in modo disinteressato; ma un simile individuo non si trova. (''Degli spiriti forti'', XVI, 11; 2012)
 
==Bibliografia==
*Jean de La Bruyère, ''[https://archive.org/details/la-bruyere-caratteri-fanciulli Caratteri]'', traduzione di [[Giuseppe Fanciulli]], Milano, Istituto Editoriale Italiano, 1917.
*Jean de La Bruyère, ''I caratteri'', traduzione di E. Timbaldi Abruzzese, Einaudi, Torino, 1981.
*Jean de La Bruyère, ''I caratteri. O i costumi di questo secolo'', a cura di Adriano Marchetti, BUR, 2012.
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