Stefano D'Arrigo: differenze tra le versioni

*Non c'è lido più lontano di quello dove non si approda.
*Gli sonava strana, st'inchiavatura di voce tutta ammastriata: perché non aveva senso, nessunissimo senso, marcargli e rimarcargli, anzi addirittura sillabargli allo scagnozzo, una per una, le parole che lui stesso aveva allora finito di dire in risposta alle domande a entrare e uscire di don Luigi.
 
{{NDR|Stefano D'Arrigo, ''Horcynus Orca'', Mondadori, 1975.}}
*{{NDR|a proposito delle fere trentenarie (i delfini più vecchi)}}...andavano incontro a [[Isola di Vulcano|Vulcano]] dalla parte di ponente, quella parte che con resto dell'isola è come l'Inferno con Paradiso: col mare pullulante di soffioni bollenti; con rocce e scogliere, tutte pietre di zolfo, d'un giallore crudo, abbagliante, che dalle pareti rimanda, come da colossali specchi, il sole tutt'intorno, verso il mare e contro la nera montagna conica; e con la riva, infine, pericolosa e impraticabile non meno del mare, traforata di focolai sulfurei e fumigante di vapori irrespirabili. (p. 158)
 
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