Differenze tra le versioni di "Euripide"

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*Gli [[dèi|dei]] ci creano tante sorprese: l'atteso non si compie, e all'inatteso un dio apre la via.
*Il tempo è breve; chi insegue l'immenso perde l'attimo presente.
*{{NDR|I Corifea}} ''Or quando nella tènebra | notturna il pie' mio candido | agiterò nel [[Menadi|bacchico]] tripudio, | la cervice crollando all'ètra rorido, | come cerbiatta che del prato allegrasi | fra le verdi delizie, | poi che la truce caccia | ha sfuggita, e l'insidia | delle ben tese reti? Col suo sibilo | il cacciatore l'impeto | dei cani aizza invan sulla sua traccia: | ch'essa, pari ad un turbine, | via per i prati lanciasi | lunghesso il fiume; e nelle solitudini | ove uom non giunge, posa, | e tra i virgulti della selva ombrosa. || Che è saggezza? E qual fu mai dai Superi | dono piú insigne agli uomini largito, | che la man dei nemici | tener sulle cervici? | E quanto è bello a noi sempre è gradito.''<ref>Traduzione di [[Ettore Romagnoli]], illustrazioni di Adolfo De Carolis e Antonello Moroni, Nicola Zanichelli, Bologna, 1928, [https://it.wikisource.org/wiki/Le_Baccanti/Terzo_stasimo p. 80].</ref>
*Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno.