Giovinezza: differenze tra le versioni

Fix allineato con la voce di provenienza. In tematica le omissioni iniziali e finali si eliminano, restano solo quelle interne, intermedie.
(Fix allineato con la voce di provenienza. In tematica le omissioni iniziali e finali si eliminano, restano solo quelle interne, intermedie.)
*Poi {{NDR|[[Pitagora]]}} parlava della [[temperanza]], dicendo che la giovane età mette alla prova la natura umana, nel senso che, in quell'età, gli appetiti raggiungono il loro apice. Poi invitava a considerare che la temperanza è l'unica virtù che conviene che sia praticata a un tempo e dal ragazzo e dalla fanciulla e dalla donna e dalla classe dei più anziani, e soprattutto dai più giovani. ([[Giamblico]])
*Può darsi che i giovani non abbiano tutte le virtù degli anziani, ma ne hanno una che vale tutte le altre e cioè che un giorno ne prenderanno il posto. ([[Louis Armand]])
*[…] quandoQuando parlo di giovani non intendo i bambini o i ragazzi ai quali una parte di letteratura e spettacolo ottocenteschi e di cultura pedagogica avevano dedicato storie e attenzioni. [...] quando parlo di giovani , parlo dell'universo giovanile novecentesco, cioè della più importante novità del nostro tempo: la [[gioventù]]. [...] La gioventù ha talmente invaso la sfera della conoscenza e delle categorie dell'esistenza umana, ed è diventata talmente un problema sociale, mediatico, culturale, filosofico, politico, medico, che si dovrebbe abusarne meno come fenomeno di costume... ([[Alessandro Agostinelli]])
*''Quant'è bella giovinezza, | che si fugge tuttavia! | chi vuol esser lieto, sia: | di doman non c'è certezza.'' ([[Lorenzo de' Medici]])
*Si figurò l'ombra cara d'un giovane malato, come lui, di niente. Era la stessa sua ombra che il vento gli portava. Per anni, tutte le sere un sogno d'amore svanito. Aveva impresso in un fotogramma dell'anima tutti i visi, tutte le vesti, tutte le ragazzine che voleva mangiarsi con gli occhi. E tutte queste ragazzine formavano un piccolo paradiso, dal quale gli pareva di precipitare inesorabilmente. ([[Rocco Scotellaro]])