Cantautore: differenze tra le versioni

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==Citazioni==
*C'era anche un altro motivo {{NDR|Negli anni settanta}} a tenermi lontano dai concerti. Sono stato uno dei pochi cantautori a non subire processi pubblici, ma ho conosciuto anch'io momenti assurdi. Il cantautore, in quegli anni, doveva essere una sorta di francescano laico che andava in giro vestito di saio e sandali, pronto a offrirsi a chiunque lo richiedesse. ([[Francesco Guccini]])
*Ci chiamano spesso poeti, noi cantautori (termine che peraltro detesto) facendo probabilmente torto tanto ai poeti che ai cantautori. Siamo due entità distinte che talvolta si avvicinano. Io, immodestamente, credo di aver lavorato molto sulle parole. Certo, qualche critico distratto potrebbe accusarmi di scrivere da anni la stessa canzone, ma commetterebbe un grosso errore. Inviterei questi critici a studiare per bene la forma, si accorgerebbero così che uso spesso un procedimento tecnico atipico che mi consente (che non è come dire: mi consenta...) di giocare con i vocaboli e la metrica. Non solo io, naturalmente. Ma anch'io. Abbiamo rinnovato il linguaggio della canzone. Prima di noi, tutto era più superficiale. ([[Francesco Guccini]])
*I cantautori pensano che il fatto che la Chiesa li chiami, sia una prova della non banalità della loro produzione. ([[Carlo Verdone]])
*Pretendere di dare alla gente attraverso una canzone qualcosa che sia più del sorriso, seppur amaro, qualcosa che avvii un processo concreto, è pura illusione. Questa è la tesi di molti cantautori ed anche la mia: in Italia una cosa che ha sempre funzionato è l'ironia, la satira (anche se nessuno si è mai riconosciuto in quei personaggi che ne sono stati oggetto), il "non se ne può più semplificato e senza drammatici seguiti". ([[Rino Gaetano]])
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