Differenze tra le versioni di "Martin Buber"

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==Citazioni di Martin Buber==
*{{NDR|Sul principio [[dialogo|dialogico]] e la relazione Io-tu come fondamento dell'esistenza}} Eccovi una prova infallibile; immaginate di essere soli, completamente soli sulla terra, e di vedervi offrire l'alternativa tra la compagnia di un [[libro]] o la compagnia di un vostro simile. Spesso ho udito uomini vantare la loro solitudine, ma questo avviene solo perché vi sono ancora degli uomini in qualche luogo sulla terra, anche se lontani. Nulla sapevo di libri quando uscii dal grembo di mia madre, e senza libri morirò, con la mano di un mio simile nella mia. È vero che qualche volta chiudo la porta e mi abbandono alla lettura di un libro, ma solo perché posso riaprirla e vedere un essere umano che mi guarda.<ref>Citato in ''[https://www.treccani.it/enciclopedia/martin-buber_%28Dizionario-di-filosofia%29/ Martin Buber]'', ''treccani.it''.</ref>
*Il [[successo]] non è uno dei nomi di Dio. (citato in [[Enzo Bianchi]], ''La differenza cristiana'', Einaudi, 2006, II, 3)
*L'autentico [[dialogo]] e quindi ogni reale compimento della relazione interumana significa accettazione dell'[[alterità]]. [...] L'umanità e il genere umano divengono in incontri autentici. Qui l'[[uomo]] si apprende non semplicemente limitato dagli uomini, rimandato alla propria finitezza, parzialità, bisogno di integrazione, ma viene esaudito il proprio rapporto alla verità attraverso quello distinto, secondo l'individuazione, dell'altro, distinto per far sorgere e sviluppare un rapporto determinato alla stessa [[verità]]. Agli uomini è necessario e a essi concesso di attestarsi reciprocamente in autentici incontri nel loro essere individuale. (da ''Separazione e relazione'')
*Lo scopo della [[relazione]] è la sua stessa essenza, ovvero il contatto con il Tu; poiché attraverso il contatto ogni Tu coglie un alito del Tu, cioè della [[vita]] eterna. Chi sta nella relazione partecipa a una [[realtà]], cioè a un essere, che non è puramente in lui né puramente fuori di lui. Tutta la realtà è un agire cui io partecipo senza potermi adattare a essa. Dove non v'è partecipazione non v'è nemmeno realtà. Dove v'è [[egoismo]] non v'è realtà. La partecipazione è tanto più completa quanto più immediato è il contatto del Tu. È la partecipazione alla realtà che fa l'Io reale; ed esso è tanto più reale quanto più completa è la partecipazione. (da ''Io e tu'')
*Nessun [[uomo]] è pura persona, nessuno è pura individualità. […] Ognuno vive nell'Io dal duplice volto. (da ''Io e tu'')