Differenze tra le versioni di "Giuseppe Verdi"

(→‎Citazioni su Giuseppe Verdi: Eugenio Checchi: Verdi deputato della Camera)
*Alla Camera sedette sempre vicino al [[Quintino Sella|Sella]], del quale pregiava moltissimo il carattere e l'ingegno. E mentre nelle uggiose dispute parolaie della Camera, giovanilmente linguacciuta, il Sella ingannava il tempo a fare dei bizzarri geroglifici di matematica, Giuseppe Verdi si divertiva a mettere in musica, su carta che lì per li rigava da sé, alcune frasi melense di onorevoli, ma specialmente qualche vivace interruzione. L'opera postuma del Meyerbeer<ref>[[Giacomo Meyerbeer]].</ref>, l<nowiki>'</nowiki>''{{sic|Affricana}}'' non era conosciuta ancora: onde il Verdi, senza saperlo, fu plagiario del maestro tedesco, perché più d'una volta, sul banco suo di deputato, musicò la frase corale ''Ai voti! ai voti!'' che la Camera ripete sempre così volentieri, e che il Meyerbeer espresse nel primo atto dell'''Affricana'' con una così felice trovata. ([[Eugenio Checchi]])
*Amavo poco, nella mia prima giovinezza, questo artista, quasi troppo genitale per essere un artista. «Tutti i suoi personaggi – dicevo – cantano divinamente con alito vinoso». Ma quel «divinamente» lo aggiunsi più tardi. ([[Umberto Saba]])
*Chi pretende un Verdi sempre scolasticamente corretto e delicatamente accurato, bisogna che si contenti di fare a meno di Verdi ([[Enrico Panzacchi]])
*''Diede una voce alle speranze e ai lutti. | Pianse ed amò per tutti. | Fu come l'aura, fu come la polla''. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*{{NDR|[[Igor' Fëdorovič Stravinskij]]}} [...] Dirà che il "Falstaff" è opera perfetta in ogni suo elemento. Strawinsky, da vero Petruska, mutava spesso di umore e di idee, ma alla fine trovava sempre il pensiero giusto, come accadde poco dopo aver fatto la prima affermazione, allorché asserì che "Falstaff" era senz'altro un capolavoro assoluto. ([[Mario Rinaldi]])
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