Aurelio Bianchi-Giovini: differenze tra le versioni

→‎Critica degli Evangeli: Vangelo di Matteo e Marco
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*[...] fra le glorie della biblioteca regia dell'Escuriale in Ispagna vi era il preteso autografo di san Luca scritto in lettere d'oro. Al qual proposito non è inutile di osservare che nei secoli barbari usavano i missionari di sorprendere la credulità od allettare la superstizione dei popoli facendo loro vedere libri scritti con oro e con eleganti miniature, e gli idioti facilmente si persuadevano che niun altro fuori che un angelo od un santo era capace di così bel lavoro. (vol. I, libro I, p. 46)
 
*Dei quattro Evangeli, i due primi, attribuiti a Matteo ed a Marco, appena si esaminino con qualche attenzione e si confrontino parola per parola i numerosi luoghi paralleli, risulta chiaro che non sono se non {{sic|se}} due traduzioni di un medesimo Evangelio scritto o in siro-caldeo o in ebraico, con qualche varietà nei testi di cui si servirono i due traduttori; o forse meglio non sono che una traduzione sola: tranne che quella detta di Marco è la più semplice e la più genuina; laddove a quella detta di Matteo furono fatte moltissime aggiunte e interpolazioni di data posteriore e di provenienza greca. (vol. I, libro II, p. 71)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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