Differenze tra le versioni di "Claudio Magris"

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==Citazioni di Claudio Magris==
*[[Anna Larina]] non è una finzione letteraria, è un personaggio vero, in carne ed ossa, una moglie e amante innamorata del marito che fa di tutto per salvarlo; non nasconde la fiducia di [[Nikolaj Ivanovič Bucharin|Bucharin]] in [[Stalin]], ma testimonia come egli respinga tutte le accuse.<ref name=Lara>Da ''Un amore oltre la storia <small>Anna Larina era la moglie di Nikolaj Bucharin. E voleva salvarlo dal terrore staliniano </small>'', ''Corriere della Sera'', 22 gennaio 2021.</ref>
*[[Antigone (Sofocle)|Antigone]] riemerge nei secoli – e continua ad emergere ancor oggi – ogniqualvolta il conflitto fra dovere e ribellione, legge morale, valori assoluti e responsabilità politica divampa con bruciante violenza e attualità. È figura della purezza assoluta e della colpa che quest'ultima può implicare; ha dato volto e voce a lacerazioni e contraddizioni drammatiche, dalla [[resistenza]] al [[terrorismo]] all'[[eutanasia]].<ref name="Antigone">Da ''[http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2015/03/20/news/il-mito-di-antigone-a-haiti-sbarco-prima-del-terrore-del-sanguinario-papa-doc-1.11085924 Il mito di Antigone secondo Claudio Magris]'', ''Il Piccolo.it'', 21 marzo 2015.</ref>
*Chi crede nell'[[Europa]] sarà contento se si farà ogni tanto un passo avanti e mezzo passo indietro. La [[democrazia]], ha scritto [[Günter Grass]] lodandola per questo, ha il passo della lumaca.<ref>Da ''Il voto troppo tiepido per l'Europa'', ''Corriere della Sera'', 1 giugno 2009.</ref>
*Come [[Ulisse]], [[Antigone (Sofocle)|Antigone]] è un personaggio che attraversa i secoli in innumerevoli opere delle più diverse letterature che riprendono la sua storia, facendone una figura perenne e sempre nuova dell'universale-umano, da [[Friedrich Hölderlin|Hölderlin]] a [[Bertolt Brecht|Brecht]], da [[Vittorio Alfieri|Alfieri]] ad [[Jean Anouilh|Anouilh]], da [[Heinrich Böll|Böll]] a [[Dominik Smolè|Smolè]] a [[Rossana Rossanda]]. È una di quelle figure che trascendono il loro autore e appaiono voci dell'universale che passano, in forme sempre nuove, da una bocca all'altra.<ref name="Antigone"/>
*Da ragazzino andavo a giocare sul Carso. E spesso arrivavo alla Cortina di ferro. Oltre c'era un mondo misterioso, inquietante. Il mondo di [[Josip Broz Tito|Tito]] e di [[Stalin]]. Qualcosa di conosciuto e sconosciuto, familiare e impressionante. Un Paese chiuso dalla frontiera. E che mi portava a interrogarmi sulla mia identità: quando cessiamo d'interrogarci sull'identità, andiamo verso la fossilizzazione. <ref>Citato in Francesco Battistini, ''Il doppio volto della frontiera Magris e Yehoshua in parallelo'', ''Corriere della Sera'', 26 novembre 2008, p. 42.</ref>
*Forse mai come oggi emerge la verità di quel pensiero che [[Joseph Roth]], nella ''Marcia di Radetzky'', attribuisce a [[Francesco Giuseppe I d'Austria|Francesco Giuseppe]], il quale — egli scrive — non amava le guerre, «perché sapeva che si perdono».<ref>Da ''[http://www.corriere.it/opinioni/17_giugno_14/umanita-ritrovata-germania-oggi-16230bea-5051-11e7-a437-ba458a65274a.shtml L’umanità ritrovata della Germania di oggi]'', ''Corriere.it'', 13 giugno 2017.</ref>
*Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate.<ref>Dal discorso alla cerimonia di consegna del Premio Principe delle Asturie, 22 ottobre 2004; citato sul ''Corriere della Sera'', 23 ottobre 2004.</ref>
*[[Arthur Schnitzler|Schnitzler]] è il tipico [[scrittore]] che fonde compassione e nichilismo in una visione desolata, in una cartella clinica della condizione umana in cui anche la [[storia]] e la [[politica]] appaiono maschere illusorie degli [[Istinto|istinti]] e del [[destino]].<ref name="pappagallo">Dall'introduzione a Arthur Schnitzler, ''Al pappagallo verde'')</ref>
*Se dovessi inviare, come suggerito in qualche racconto di fantascienza, una pagina nello spazio affinché ipotetici esseri extraterrestri possano in chissà quale futuro capire chi siamo o siamo stati, non avrei esitazione: il secondo Stasimo dell'[[Antigone (Sofocle)|Antigone]] di [[Sofocle]], quel coro che descrive l'uomo. Vi sono certo, nella letteratura universale, pagine poeticamente più belle, da [[Omero]] a [[Dante Alighieri|Dante]], da [[William Shakespeare|Shakespeare]] a [[Miguel de Cervantes|Cervantes]] a [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]], ma nessuna che rappresenti con altrettanta forza sintetica questo strano essere che d'improvviso irrompe, creativo e devastante, nel ritmo della natura, costruendo distruggendo alterando inquinando nobilitando trasformando il mondo, la vita e la propria identità, in una mutazione sempre più accelerata che lo rende e lo renderà sempre più irriconoscibile pure a sé stesso, ora creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio ora virus mutante e recidivo.<ref name="Antigone"/>
*Se il Papa {{NDR|Benedetto XVI}} ci avesse rivelato cose lontane da noi {{NDR|nel libro Gesù di Nazareth. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione}}, non ci potrebbe interessare, se il Cristo del giardino degli ulivi fosse stato un eroe, un superuomo, avrei poco da chiedergli, lo sentirei lontano, potrei tutt'al più ammirarlo.<ref>Da ''Avvenire'', 11 marzo 2011.</ref>
*Sebbene capace di questa visione unitaria dell'uomo, [[Arthur Schnitzler|Schnitzler]] s'ispira a un desolato pessimismo. La [[vita]] gli appare un gioco di forze irrazionali e una giostra d'inganni senza senso; vivere significa tradire. L'insistito tema dell'adulterio, della delusione o della crudele umiliazione amorosa è il simbolo del suo "scettico determinismo", come diceva [[Sigmund Freud|Freud]], che lo spinge a vedere nella [[forza]] vitale un cieco desiderio di sopraffazione.<ref name="pappagallo"/>